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Il Senato approva la riforma del terzo settore

Il Senato approva la riforma del terzo settore
palazzo madama senato 02
Le principali novità per un settore che coinvolge oltre 300 mila organizzazioni non profit.
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Approvato in Senato il disegno di legge “Delega al Governo per la Riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Terzo settore”, che interviene in modo strutturale su un settore che nel nostro Paese coinvolge oltre 300 mila organizzazioni non profit e 5 milioni di volontari e che, nel solo 2011, hanno generato un fatturato di circa 63 miliardi di euro.
Con questo provvedimento viene rivista la definizione di Terzo settore, per renderla più esaustiva e completa, favorendo maggiore semplificazione per il riconoscimento della personalità giuridica. Ad oggi, infatti, oltre il 70% delle associazioni non sono riconosciute. Viene istituito, inoltre, un Registro unico Nazionale degli enti di Terzo settore, facilmente accessibile e conoscibile. 

Dei 900 milioni di euro a disposizione, 200 sono destinati ad un Fondo rotativo di garanzia per gli investimenti delle cooperative e delle imprese sociali e 20 milioni a progetti di associazioni di volontariato e promozione sociale. Tra le principali novità anche l’istituzione di un Servizio Civile Universale, della durata di 8/12 mesi, che potrà essere svolto anche nei Paesi UE e aperto anche ai cittadini extracomunitari regolarizzati. Vengono, poi, introdotte facilitazioni normative e fiscali per rilanciare l’impresa sociale. Il testo del provvedimento prevede un allargamento dei settori che rientrano nelle imprese sociali, includendo anche forme diverse dalle cooperative mutualistiche, come le Srl e le SpA, e ammettendo il concetto di remunerazione del capitale per garantire le finalità benefiche perseguite. Vengono, inoltre, istituiti il Consiglio Nazionale del Terzo settore, per consultare tutti gli enti presenti, e la Fondazione Italia Sociale, che sosterrà gli interventi innovativi ed orienterà risorse per progetti di alto impatto sociale ed occupazionale. Il testo del provvedimento si avvia a concludere il suo iter in Parlamento.