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Economia
Ilva/ Pd: "Bene l'interesse di Arcelor-Mittal-Marcegaglia. Ora piani industriali"

Mentre il commissario dell'Ilva Piero Gnudi incontra i rappresentanti della cordata Arcelor-Mitta e Marcegaglia, la politica torna ad accendere i riflettori sul gruppo siderurgico di Taranto e a sottolineare come sia importante "che si torni a parlare di piani industriali rivolti al futuro dell'azienda". "Sull'Ilva siamo ormai allo snodo decisivo di una lunga e complessa vicenda circa il futuro del più grande impianto siderurgico d'Europa", ha esordito in una nota infatti il Salvatore Tomaselli, capogruppo Pd al Senato in Commissione Industria, a proposito della notizia sulla formalizzazione dell'interesse del gruppo siderurgico franco-indiano e italiano per rilevare l'Ilva da tempo in stato di commissariamento.

"Seppur ancora agli atti preliminari di un'operazione senz'altro complessa - prosegue il parlamentare Pd - è senz'altro importante che si torni a parlare di piani industriali rivolti al futuro dell'azienda anche grazie a così significative manifestazioni d'interesse internazionali. È quanto il Pd auspicava da tempo e perciò cercheremo in ogni modo di favorire un esito positivo, sempre con lo sguardo rivolto ad una continuità produttiva che possa salvaguardare il futuro occupazionale di migliaia di lavoratori e capace di garantire pienamente l’opera di risanamento ambientale già in corso a Taranto. Di tali prospettive discuteremo con il commissario straordinario dell'Ilva Piero Gnudi nel corso dell'audizione che abbiamo promosso assieme al Presidente Mucchetti e che mercoledì terremo presso la Commissione Industria di Palazzo Madama. Da tale confronto auspichiamo - continua Tomaselli - possano venire al Parlamento informazioni più dettagliate sulle relazioni industriali in corso e sulla stessa attuazione dei provvedimenti di legge in campo ambientale assunti nei mesi scorsi".

La lettera di Arcelor Mittal e Marcegaglia per l'Ilva è arrivata a Taranto, ma oltre alla manifestazione d'interesse non contiene cifre, nè una proposta economica d'acquisto. In altri termini, il gruppo ha fatto un altro passo avanti senza però specificare quanto è disponibile a mettere sul piatto. La trattativa, che coinvolge anche Marcegaglia insieme ai franco indiani, sta dunque andando avanti. Se ancora non ha avuto l'accelerazione finale dipende dalla complessità della partita.

Prendere l'Ilva, infatti, non significa solo acquisire un'azienda ma affrontare anche una serie di problemi: il risanamento ambientale, la manutenzione degli impianti, il rilancio industriale, le pendenze giudiziarie, la tutela dei posti di lavoro. Tutti problemi che, a loro volta, rimandano a costi importanti. Governo e commissario già da settimane hanno chiesto ai potenziali compratori un'offerta. Che però non è ancora arrivata in quanto Arcelor Mittal e Marcegaglia intendono prima veder chiaro.

Se, prevedibilmente, l'architettura dell'Ilva futura vedrà una new company, dove trasferire impianti, personale e quanto è collegato all'attività industriale, ed una bad company, dove invece mettere tutta la parte del contenzioso ambientale con le relative richieste risarcitorie, resta ancora in sospeso il nodo relativo all'attuazione delle prescrizioni Aia. Interventi di bonifica per 1,8 miliardi che ad agosto 2016 dovranno essere conclusi stando alla tabella di marcia del piano ambientale. Cifre notevoli, tali per cui è necessario prima individuare se ne farà carico.

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