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Immobiliare, comprare casa come investimento conviene ancora? Ecco le città dove l’affare è praticamente assicurato

Le compravendite per investimento nel 2025 calano rispetto all’anno precedente. Il bilocale resta l’immobile più richiesto

Immobiliare, comprare casa come investimento conviene ancora? Ecco le città dove l’affare è praticamente assicurato

Immobiliare, nel 2025 cala la compravendita di immobili a scopo di investimento. Le grandi città, in particolare al Sud, sono quelle che offrono maggiori opportunità

Il mercato immobiliare nel 2025 registra un calo degli acquisti effettuati come investimento, che rappresentano il 17,9% del totale delle compravendite. La conferma arriva da un’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa. La flessione attuale riporta i livelli a valori simili a quelli precedenti alla pandemia di Covid-19 ed è l’espressione di una maggiore prudenza da parte degli investitori dopo il picco del 2023, in cui si era arrivato al 19,5%.

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Napoli si piazza al primo posto con il 37,7% delle compravendite destinate all’investimento. A seguire ci sono Palermo (33,6%), Bari (31%) e Bologna (30,1%). Al di sotto della media nazionale, pari al 27,7%, troviamo Milano, Verona, Torino, Roma, Firenze e Genova. La tipologia di immobile più cercata a scopo di investimento è il bilocale, con il 32,2% delle preferenze. Subito dopo c’è il trilocale (27,2%) e le soluzioni indipendenti e semindipendenti (14%). La maggiore attenzione agli immobili di dimensioni più contenute è spesso legata a una maggiore facilità alla locazione e un investimento iniziale ridotto.

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Gli investitori immobiliari sono soprattutto nella fascia tra 45 e 54 anni con una percentuale del 29,1%. Si tratta soprattutto di coppie e famiglie (70,8%), ma c’è comunque una fetta importante di single (29,2%), in crescita rispetto al 2024. In aumento anche gli investitori stranieri, che salgono dal 4,1% del 2019 al 10% nel 2025. La maggior parte delle compravendite per investimento avviene poi senza ricorso al credito. L’84% paga in contanti, mentre solo il 15,7% prevede l’accensione di un mutuo.

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