
Lo scontro sotterraneo nella maggioranza sull’agenda economica del governo riemerge ancora sul Decreto legge sull’Imu, in attesa di essere convertito in legge entro il 30 ottobre. Le commissioni Bilancio e Finanze della Camera sono giunte alle battute finali dell’esame del provvedimento che attende il via libera dell’aula di Montecitorio e poi del Senato.
Riammesso l’emendamento del Pd al decreto Imu all’esame della Camera, che prevedeva la riduzione della platea di esenti al di sotto del tetto di una rendita catastale pari a 750 euro per la prima casa, e’ stato riammesso. Lo hanno deciso i presidenti delle Commissioni Bilancio e Finanze, il Pd Francesco Boccia e il Pdl Daniele Capezzone.
E’ stata esclusa solo la parte dell’emendamento che destinava i maggiori introiti derivanti dalla riduzione dell’esenzione al ripristino dell’aliquota Iva dal 22% al 21%. Nella nuova formulazione la modifica prevede, con le entrate recuperate, di dotare di 50 milioni aggiuntivi il fondo affitti per il 2013 e di aumentare il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga da 500 a 900 milioni.
Tra le proposte bocciate dai presidenti delle Commissioni anche quella del Pd di tassare al 50% dell’irpef gli immobili non affittati e utilizzare le risorse per sconti alle imprese e agli inquilini.
Passa invece l’esame delle due Commissioni l’emendamento proposto dai deputati democratici Rughetti e Guerini. La modifica prevede un aumento dell’aliquota applicata agli immobili di banche e assicurazioni dal 7,6 all’8,6% e assimila alla prima casa le abitazioni date in comodato gratuito ai parenti di primo grado, genitori, figli, fratelli.
