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Insider trading, due movimenti anomali in Borsa poco prima dell’annuncio di Trump sull’Iran: il guadagno è di 50 milioni di dollari

Non è la prima volta che si parla di tentativi di manipolazione del mercato in merito alle dichiarazioni del presidente USA

Insider trading, due movimenti anomali in Borsa poco prima dell’annuncio di Trump sull’Iran: il guadagno è di 50 milioni di dollari

Insider trading, pochi minuti prima dell’annuncio di Trump sull’Iran a Wall Street si sono registrate due operazioni anomale che hanno fruttato 50 milioni di dollari

Le dichiarazioni di Donald Trump su una possibile de-escalation del conflitto in Iran e lo stop per cinque giorni degli attacchi alle centrali elettriche di Teheran hanno ovviamente avuto un impatto sui mercati. Lo S&P500 in pochissimo tempo dall’apertura di Wall Street sarebbe salito del 2%, raggiungendo oltre mille miliardi di dollari di valore. Le quotazioni del petrolio Brent o Wti, invece, sono calate altrettanto velocemente del 12%.

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Pochi minuti prima che il presidente americano si esprimesse sulla situazione in Iran, però, come riporta il Corriere della Sera si è registrato un anomalo movimento di acquisti sullo S&P500 per circa 1,5 miliardi di dollari, insieme a una sospetta vendita di futures sul petrolio per quasi 200 milioni di dollari. Chi ha eseguito queste due operazioni, di cui forse non sapremo mai l’identità, ha guadagnato in totale 50 milioni di dollari in pochi minuti.

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Non è la prima volta che il sospetto di insider trading aleggia sulle dichiarazioni di Trump. In ogni caso la Security and Exchange Commission, l’autorità di mercato guidata da Paul S. Atkins (fedelissimo del tycoon), non ha avviato indagini su eventuali tentativi di manipolazione del mercato o comportamenti illegali.

“Questo è un momento fantastico per comprare!”, aveva scritto Trump su X subito prima del passo indietro sui dazi in aprile. Questo è solo uno dei tanti esempi in cui l’ombra dell’insider trading ha aleggiato sull’amministrazione statunitense e il circolo di persone che le gravita attorno. “La corruzione è la parte strutturalmente più significativa dell’amministrazione”, accusa il politolo americano Ian Bremmer sulla stessa piattaforma social.

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