Intesa, il piano di Messina per prendersi Mps in 12 mesi
Il risiko bancario ormai è ufficialmente partito, tra mosse e contromosse i perimetri della finanza italiana rischiano di essere stravolti. Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, ha già chiarito agli investitori che considera il premio generoso e non ci saranno rilanci. Anche se il banchiere è pronto a difendere l’operazione: “Se qualcuno è pronto a offrire più di noi ci potrà essere concorrenza e rimarremo nell’operazione finché potremo creare valore per i nostri azionisti“.
Ecco il piano di Intesa. Per prima cosa si punta – riporta Il Sole 24 Ore – a inglobare Mps, Mediobanca e la sua quota gioiello in Generali (il 13,2%). Poi si passerebbe alla cessione del resto delle filiali senesi al gruppo Unipol-Bper, ormai ribattezzato secondo polo. Le possibili concorrentii ora si restringono: restano UniCredit, Banco Bpm o i francesi di Crédit Agricole, gli unici in grado di rilanciare.
Al netto dei corsi di Borsa, il calendario stilato da Intesa è serrato, con la legge che impone scadenze precise. Dopo che lunedì scorso si è alzato il sipario sull’operazione, – prosegue Il Sole – sono iniziati subito gli adempimenti per arrivare al deposito vero e proprio del documento di Offerta che deve avvenire entro fine giugno.
A quel punto, come accade in operazioni del genere, è il turno del dialogo per i necessari via libera di Bce, Antitrust e Ivass (per la parte legata all’attività assicurativa), unita alla richiesta delle autorizzazioni nelle diverse giurisdizioni nazionali in cui operano i gruppi coinvolti (senza mercato unico in Ue le differenze tra Paesi non sono poche). In mezzo Consob e la chiusura dell’Opas per fine anno. Poco più di 12 mesi in tutto per il maxi acquisto di Mps da parte di Intesa (salvo rilanci).

