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Economia

''Solo con la crescita, generando redditivita', e con l'aumento della capitalizzazione di Borsa, Intesa Sanpaolo potra' mantenere la propria indipendenza''. E' questo il passaggio centrale dell'intervento di Carlo Messina, di fronte alla platea dei 1000 dirigenti di Intesa Sanpaolo, riuniti oggi al lingotto di Torino. Un lungo e appassionato intervento a braccio, durato oltre un'ora, che ha rappresentato l'esordio di Messina nella veste di CEO della banca, seguito da un lunga sessione di domande da parte dei dirigenti alle quali Messina ha risposto puntualmente. Un incontro durato oltre due ore nel quale si e' dato conto di come circa il 90% di 6.000 dei dipendenti del Gruppo abbiano risposto in pochi giorni ad un questionario fornendo valutazioni e indicazioni relative al piano d'impresa che sara' completato la prossima primavera.

 

Messina ha voluto attirare l'attenzione dei dirigenti sul tema dell'indipendenza. ''In una prospettiva di ritorno di crescita del PIL in Italia, alcune grandi banche internazionali potranno iniziare a guardare Intesa Sanpaolo come una possibile preda. E' molto importante, per questo, lo spirito di squadra. Solo lavorando insieme - ha detto - torneremo a crescere, a generare redditivita', ad aumentare la nostra capitalizzazione di Borsa. Solo cosi', con la crescita, potremo rimanere indipendenti''. ''Dobbiamo tornare a lavorare insieme ritrovando e rafforzando lo spirito di squadra - ha detto Messina - abbiamo di fronte a noi obiettivi molto impegnativi, sono convinto che riusciremo insieme a raggiungere grandi risultati, cogliendo le opportunita' offerte dalla fase unica che stiamo attraversando.

A partire da un gruppo di azionisti coesi e con prospettive di lungo termine''. Messina poi ha sottolineato la qualita' del team di vertice ''in grado di eccellere: penso a Gaetano Micciche' e alla divisione da lui guidata in grado di assicurare una performance ragguardevole nel corso degli anni; a Francesco Micheli e alla sua capacita' di incidere sui costi con risultati tra i migliori in Europa. A Bruno Picca, un collega che e' sempre stato in grado di gestire con grande saggezza un tema delicato come quello del controllo dei rischi. A Ignacio Jaquotot, che guida le Banche Estere: e' stata la mia prima nomina da CEO come riconoscimento della sua lunga esperienza in questo settore della Banca. Non solo, un grande contributo e' venuto e continuera' a venire da Banca Fideuram e da Eurizon Capital cosi' come da in nostri sette direttori regionali, veri e propri direttori generali del territorio''.

''E mi riferisco infine ai nostri presidenti: Giovanni Bazoli, fondatore e punto fermo dei valori della nostra Banca e a Gian Maria Gros-Pietro che rappresenta la guida competente e di grande esperienza del nostro Consiglio di Gestione''. ''Quando su iniziativa del prof Bazoli sono stato nominato a capo della Banca dei Territori ho adottato un metodo di lavoro basato sulla condivisione nell'esame dei problemi e nell'individuazione delle soluzioni: e' questo lo stesso metodo che applichero' nel preparare il Piano d'Impresa. Partendo da un principio alla base dell'intero Piano: tornare a generare una redditivita' superiore al costo del capitale. Per raggiungere questo obiettivo, in uno scenario segnato da una prospettiva di bassi tassi di interesse, dobbiamo puntare soprattutto sui ricavi, in particolare delle commissioni, e sulla gestione del portafoglio delle sofferenze''. ''Abbiamo di fronte a noi due passaggi importanti e delicati quali l'asset quality review e gli stress test. Saranno momenti impegnativi, credo ne usciremo positivamente''.

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