Le Borse europee aprono deboli e contrastate con la nuova fiammata del conflitto tra Stati Uniti e Iran, con raid incrociati, e l’annuncio del paese degli ayatollah di una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha portato ad un rialzo del prezzo del petrolio e dei beni energetici. Nei primi scambi l’indice Ftse 100 di Londra segna +0,02% con 10.496,50 punti, il Dax di Francoforte -0,14% con 25.037,00 punti, il Cac 40 di Parigi -0,28% con 8.315,49 punti.
Apertura di settimana in calo anche per Piazza Affari a causa del rialzo del prezzo del greggio causato dalle nuove tensioni tra Iran e Stati Uniti che poi alza la testa e arriva poco sopra la parità. Il Ftse Mib dopo aver aperto in calo dello 0,30%, è ora poco sopra la parità (+0,08% a 52.654 punti) in quella che si preannuncia una giornata volatile.
Prezzi del petrolio in deciso rialzo sulle piazze asiatiche con la ripresa dei combattimenti nel Golfo, dopo che l’Iran ha dichiarato di aver chiuso lo Stretto di Hormuz, provocando un’impennata dei prezzi del petrolio e facendo ripartire i rischi di inflazione a livello globale. Il prezzo del gas al Ttf sale (+2,3%) a 50 euro al megawattora nei primi scambi. I nuovi scontri nel Golfo tra Iran e Stati Uniti hanno fatto risalire i prezzi di tutta la filiera dei beni energetici.
Sul listino milanese tra i titoli in rialzo spiccano Finecobank +2,67%, Eni +2,51%, Inwit +1,63%, Saipem +1,45%. In calo Prysmian -1,78%, Ferrari -1,04%, Stm -0,98%, Buzzi -0,85%. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi apre stabile a 74 punti. Il rendimento dei Titoli di Stato decennali si attesta al 3,82%. L’euro apre in lieve calo (-0,12%) nel cambio sul dollaro a quota 1,1400. La divisa comune guadagna invece (+0,24%) sullo yen a 184,98. Cambio dollaro/yen a 162,25 in favore del biglietto verde (+0,34%). I mercati attendono il primo intervento del presidente della Fed Kevin Warsh al Congresso nel suo nuovo ruolo di regista della politica monetaria americana, in agenda per domani.

