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Iran, Pichetto Fratin: “Il prezzo del gas sopra i 70 euro riaccendiamo le centrali a carbone”. E ribadisce il no al gas russo

Iran, Pichetto Fratin: “Il prezzo del gas sopra i 70 euro riaccendiamo le centrali a carbone”. E ribadisce il no al gas russo
Gilberto Pichetto Fratin

Pichetto Fratin: “No alle forniture russe, ma la chiusura di Hormuz è un problema serio”

È favorevole a non interrompere l’acquisto di gas russo, quantomeno quello liquido? “La mia risposta è no, in linea con la valutazione che fa in questo momento l’Unione europea”. Lo dice il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, in un’intervista alla Stampa.

Il ministro ha sottolineato, parlando della crisi determinata dal conflitto in Medio Oriente, che “sul gas fortunatamente siamo lontani dai prezzi di quattro anni fa. Il venir meno del venti per cento di petrolio a livello mondiale con la chiusura dello Stretto di Hormuz è invece un problema serio”. Pichetto ha ricordato cosa ha fatto fin qui il governo per far scendere le bollette energetiche: “prima della guerra avevamo dato un segnale con l’abbassamento di quasi venti euro a megawatt/ora per le imprese. Abbiamo iniziato un confronto con Bruxelles per i meccanismi che riguardano il calcolo perverso di formazione dei prezzi: a determinarlo è per tutte le fonti di produzione quella più costosa, ovvero il termoelettrico ottenuto dal gas”.

Se, ha aggiunto, “per il 2030 riuscissimo a raggiungere la metà dei nostri consumi da rinnovabili, i prezzi calerebbero sensibilmente”. Parlando della legge sul nucleare, il ministro ha ribadito che l’auspicio è che il Parlamento l’approvi “prima della pausa estiva, poi sarà mia responsabilità definire i decreti attuativi entro fine anno”. La prima centrale nucleare in Italia, dice, ci sarà entro il 2035, mentre la nostra produzione di nucleare, entro il 2050, potrebbe essere “un buon risultato” se toccasse il 20 per cento.

Pichetto Fratin: “Gas a 70 euro è la soglia per riattivare il carbone”

“Se il gas supera i 70 euro al megawattora potrebbe rendersi necessario riattivare” le centrali a carbone. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’incontro “Il Santo Graal dell’Energia” in corso a Milano. “È – ha aggiunto – una cifra alta, oggi siamo intorno ai 40 euro, mentre le stime iniziali erano tra i 28 e i 30 euro. Ma quello è il punto di caduta. Parliamo di uno scenario emergenziale, non della normalità. Il carbone resta una soluzione residuale, ma in caso di necessità dobbiamo farci trovare pronti”.

Pichetto Fratin: “Bollette giù del 20%, ora valutiamo nuovi interventi”

“Abbiamo adottato due mesi fa un provvedimento che ha ridotto il costo dell’energia elettrica di circa il 20%”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’incontro “Il Santo Graal dell’Energia” in corso a Milano, rispondendo a una domanda sulla possibile proroga delle misure a sostegno di famiglie e imprese oltre il primo maggio. Il ministro ha spiegato che nel decreto “sono previste una serie di clausole che devono essere definite con l’Unione Europea e che possono dare un ulteriore impulso alla riduzione dei costi”, con l’obiettivo di “portarci a un livello comparabile con quello della Germania e di altri Paesi europei, anche se non con Francia e Spagna per ragioni storiche e di scelte energetiche”.

Pichetto Fratin ha quindi sottolineato l’incertezza dello scenario: “Quando abbiamo fatto quel provvedimento eravamo in una situazione stabile, ma pochi giorni dopo si è aperto il fronte del Golfo Persico, che ha creato instabilità sui prezzi di petrolio e gas”. Le stime iniziali, ha ricordato, erano “tra i 28 e i 30 euro, poi si è arrivati anche a 62 e oggi siamo intorno ai 40 euro, con oscillazioni anche del 20% da un giorno all’altro”. Sulle prospettive, il ministro ha mantenuto cautela: “Valuteremo nei prossimi giorni, ma oggi non sono in grado di prefigurare cosa accadrà tra dieci giorni. In un contesto così volatile è difficile fare previsioni, ma l’attenzione del governo verso famiglie e imprese resta alta”.

Pichetto Fratin: “Nucleare necessario, puntiamo sui piccoli reattori”

“Sul nucleare il compito oggi è dare un quadro giuridico al Paese per poter fare le valutazioni”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’incontro “Il Santo Graal dell’Energia” in corso a Milano, indicando nel nuovo nucleare uno degli assi strategici per il futuro energetico italiano. Il ministro ha sottolineato come l’Italia sia “in linea con la programmazione del piano nazionale rinnovabili”, con una capacità installata che “oggi è a 85 gigawatt e dovrà arrivare a 130 al 2030”. Un percorso già avviato: “Al 31 dicembre 2025 eravamo addirittura un gigawatt e mezzo sopra l’asticella prevista”.

E ha evidenziato un cambio di paradigma: “Le rinnovabili ormai non devono più essere incentivate per stare in piedi, hanno una capacità di produrre a prezzi che sono circa la metà del prezzo unico nazionale”. Accanto alle rinnovabili, però, il governo guarda al nucleare di nuova generazione: “Io sono convinto che nei primi anni del prossimo decennio arriveranno i cosiddetti piccoli reattori, oggi in fase di sperimentazione in molti Paesi”. Si tratta, ha spiegato, di tecnologie che “permetteranno di integrare il nostro sistema produttivo di energia”, affiancandosi al gas che “resta l’elemento di garanzia e continuità”. Infine, lo sguardo di lungo periodo: “Con la crescita di rinnovabili e nucleare, il ruolo del gas è destinato progressivamente a ridursi nei prossimi decenni”. Un percorso che, ha concluso, richiede “scelte politiche e normative chiare già oggi”.

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