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Economia
Ripresa, fiducia delle imprese al top da tre anni

L'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane a marzo cresce a 89,5 da 88,2 di febbraio. Lo comunica l'Istat. L'andamento dell'indice complessivo rispecchia un miglioramento della fiducia delle imprese dei servizi di mercato e, piu' lievemente, delle imprese manifatturiere; risulta invece in diminuzione la fiducia delle imprese di costruzione e di quelle del commercio al dettaglio. L'indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere sale a 99,2 da 99,1 di febbraio. Rimangono stabili le attese di produzione (5 il saldo) e migliorano i giudizi sugli ordini (da -25 a -23); il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da -3 a -1. L'analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie (Rpi) indica un miglioramento dell'indicatore per i beni strumentali (da 97,7 a 98,2) e un lieve peggioramento per i beni di consumo (da 99,5 a 99,4); per i beni intermedi l'indicatore rimane invariato a 100,4.

L'indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione scende a 75,8 da 76,9 di febbraio. Migliorano le attese sull'occupazione (da -21 a -18 il saldo), mentre peggiorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (da -50 a -54 il saldo). L'indice del clima di fiducia delle imprese dei servizi continua a crescere, attestandosi a 92,4 da 90,3 di febbraio. Migliorano le attese sull'andamento dell'economia in generale (da -26 a -22 il saldo) e i giudizi sugli ordini (da -12 a -10 il saldo); peggiorano lievemente, invece, le attese sugli ordini (da -2 a -3 il saldo). Nel commercio al dettaglio, l'indice del clima di fiducia scende, passando a 94,6 da 96,3 di febbraio. L'indice diminuisce nella grande distribuzione (da 97,2 a 92,4), rimane stabile in quella tradizionale (a 96,3). Nel mese di marzo l'indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese manifatturiere si attesta a 99,2, da 99,1 del mese precedente. I giudizi sugli ordini migliorano e le attese di produzione rimangono invariate; il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da -3 a -1.

L'indice del clima di fiducia sale da 97,7 a 98,2 per i beni strumentali, scende da 99,5 a 99,4 per i beni di consumo e rimane stabile a 100,4 per i beni intermedi. I giudizi sugli ordini migliorano in tutti i principali raggruppamenti di industrie e il saldo dei giudizi sulle scorte di prodotti finiti aumenta per i beni di consumo, mentre diminuisce per i beni intermedi e per quelli strumentali. Le attese sulla produzione migliorano nei beni intermedi e nei beni strumentali ma peggiorano nei beni di consumo. L'indice del clima di fiducia del settore manifatturiero sale nel Centro (da 95,4 a 98,1), mentre scende nel Nord-ovest (da 104,5 a 103,5), nel Nord-est (da 99,4 a 98,9) e nel Mezzogiorno da (90,5 a 90,2). I giudizi sugli ordini peggiorano nel Mezzogiorno e migliorano nelle altre ripartizioni; quelli sulle scorte di magazzino presentano saldi in aumento nel Nord-ovest e nel Nord-est, in diminuzione nel Centro e stabili nel Mezzogiorno.

Le attese di produzione peggiorano nel Nord-ovest ma migliorano nelle altre ripartizioni. Secondo le indicazioni derivanti dalle consuete domande trimestrali rivolte alle imprese manifatturiere che svolgono attivita' d'esportazione, nel primo trimestre dell'anno migliorano sia i giudizi sia le attese sul fatturato. Scende da 8 a 7 il saldo destagionalizzato relativo al rapporto fra prezzi all'export e interni; scende dal 31% al 30% la quota delle imprese interpellate che lamenta la presenza di significativi ostacoli all'attivita' di esportazione; tra questi ostacoli diminuiscono di importanza quelli legati ai costi, ai tempi di consegna, ai finanziamenti e alla qualita' dei prodotti, ma aumentano quelli legati ad altri motivi. Tra le destinazioni delle esportazioni delle imprese aumenta leggermente l'incidenza dei paesi Ue. La Germania, la Francia e la Cina continuano ad essere considerate dalle imprese italiane tra i maggiori concorrenti internazionali.

A marzo l'indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione scende a 75,8 da 76,9 di febbraio; migliorano le attese sull'occupazione (da -21 a -18, il saldo) ma peggiorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (da -50 a -54). L'indice del clima di fiducia sale a 79,8 da 76,0 nell'ingegneria civile e a 90,9 da 84,4 nei lavori di costruzione specializzati ma scende a 59,3 da 66,5 nella costruzione di edifici. I giudizi sugli ordini migliorano leggermente nei lavori di costruzione specializzati (da -53 a -52), peggiorano nella costruzione di edifici (da -57 a -66) e rimangono stabili nell'ingegneria civile (a -24); le attese sull'occupazione migliorano nell'ingegneria civile e nei lavori di costruzione specializzati (da -26 a -19 e da -20 a -12, rispettivamente) mentre peggiorano nella costruzione di edifici (da -21 a -25). L'indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese dei servizi continua a crescere, attestandosi a 92,4 da 90,3 di febbraio. Migliorano le attese sull'andamento dell'economia in generale (da -26 a -22, il saldo) e i giudizi sugli ordini (da -12 a -10, il saldo); peggiorano lievemente le attese sugli ordini (da -2 a -3 il saldo). Circa l'occupazione, recuperano i giudizi (da -23 a -12, il saldo), ma non le attese che restano ferme a -8; sale il saldo delle aspettative sulla dinamica dei prezzi di vendita (da -12 a -10). Nel dettaglio, gli indici settoriali del clima di fiducia aumentano sensibilmente nei servizi turistici (da 74,3 a 90,3) e in quelli alle imprese (da 82,4 a 92,0), grazie alla progressione di tutte le componenti dell'indice, particolarmente evidente nei saldi relativi alle attese sull'andamento dell'economia in generale (da -42 a -15 e da -30 a -19, rispettivamente). Gli indici settoriali diminuiscono, invece, nei trasporti e magazzinaggio (da 114,8 a 113,8) e nei servizi di informazione e comunicazione (da 85,5 a 75,0).

Nel primo caso, il risultato e' dovuto alla contrazione del saldo relativo alle attese sull'andamento dell'economia in generale (che scende da 10 a 0); nel secondo caso, la diminuzione dei saldi e' estesa a tutte le componenti del clima. Riguardo l'analisi territoriale, il clima di fiducia cresce in tutte le ripartizioni (da 86,6 a 99,3 nel Nord-ovest; da 77,3 a 86,2 nel Nord-est; da 91,1 a 93,6 nel Mezzogiorno) tranne che al Centro, dove passa da 101,0 a 89,4. Nel commercio al dettaglio l'indice del clima di fiducia passa da 96,3 (in febbraio) a 94,6. In particolare, diminuiscono i saldi dei giudizi e delle aspettative sulle vendite correnti e future e risulta in recupero quello relativo alle giacenze di magazzino (rispettivamente, da -26 a -27, da 0 a -2, da -4 a -2). Disaggregando i dati per tipologia distributiva, l'indicatore di fiducia peggiora nella grande distribuzione (da 97,2 a 92,4) e si conferma sui valori dello scorso mese in quella tradizionale (96,3). Nella prima, torna a diminuire il saldo dei giudizi sulle vendite correnti (da -6 a -16) e resta stabile quello delle attese sulle vendite future (5); nella seconda, recupera il saldo dei giudizi sulle vendite correnti (da -40 a -38), ma peggiora quello relativo alle attese sulle vendite future (da -5 a -9). Quanto, per concludere, alle scorte di magazzino, il saldo della variabile passa da -7 a -2, nella grande distribuzione e da 0 a -2, in quella tradizionale.

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