Economia
Istat, l'inflazione non si mangia solo i salari: rincari più pesanti su spesa ed energia, il conto lo pagano le famiglie
Nel 2025 i prezzi accelerano a +1,5% ma a pesare sono soprattutto beni essenziali ed energia, cresciuti molto più dell’inflazione media

Istat: negli ultimi cinque anni beni di uso quotidiano e bollette aumentano molto più dell’indice generale dei prezzi
L’aumento del costo della vita continua a erodere il potere d’acquisto di famiglie e lavoratori, in un contesto già segnato da redditi e pensioni che faticano a tenere il passo dei rincari. Come emerge anche dal recente dibattito su salari, contributi e sostenibilità sociale, il tema dell’inflazione resta centrale nelle preoccupazioni economiche del Paese. I nuovi dati diffusi dall’Istat fotografano con chiarezza una dinamica dei prezzi che, pur restando su livelli moderati nel dato generale, colpisce in modo molto più intenso alcune voci essenziali di spesa, a partire dal cosiddetto carrello della spesa e dall’energia.
Istat: carrello della spesa più caro del 24% dal 2021, energia oltre +34%
Negli ultimi cinque anni i prezzi dei beni di uso quotidiano sono cresciuti molto più dell’inflazione complessiva. Secondo l’Istat, tra il 2021 e il 2025 l’indice generale dei prezzi al consumo è aumentato complessivamente di 17,1 punti percentuali, mentre il cosiddetto carrello della spesa – che include soprattutto beni alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona – ha registrato un rincaro cumulato del 24%.
Il divario è di circa sette punti percentuali, un differenziale che evidenzia come l’impatto dell’inflazione sia stato particolarmente pesante sulle spese incomprimibili delle famiglie. Ancora più marcata la dinamica dei prezzi energetici: l’aumento cumulato degli energetici nello stesso periodo è pari al 34,1%. Proprio su questi forti rincari del carrello della spesa l’Antitrust ha recentemente avviato un’indagine, a conferma della rilevanza del fenomeno sul piano economico e sociale.
Istat: nel 2025 l’inflazione accelera, prezzi +1,5%. Carrello della spesa in aumento
Nel corso del 2025 l’inflazione mostra un’accelerazione rispetto all’anno precedente. In media annua, i prezzi al consumo crescono dell’1,5%, in aumento rispetto all’1% registrato nel 2024. Per quanto riguarda il carrello della spesa, a dicembre si osserva un’accelerazione della variazione tendenziale dal +1,5% al +1,9%, mentre sull’intero anno l’aumento passa dal +2% del 2024 al +2,4% del 2025.
La dinamica dell’inflazione media annua è influenzata in modo significativo da diverse componenti. Spicca il forte rialzo dei Beni energetici regolamentati, che segnano un +16,2% nel 2025, dopo il -0,2% del 2024. Restano invece in calo i prezzi degli Energetici non regolamentati, seppure con una flessione più contenuta: -3,8% nel 2025, a fronte del -11,3% dell’anno precedente. In aumento anche i Beni alimentari non lavorati, che passano da +2,3% nel 2024 a +3,4% nel 2025.
Rallenta leggermente l’inflazione di fondo, che nel 2025 si attesta a +1,9%, in lieve calo rispetto al +2,0% del 2024. Guardando alle singole divisioni di spesa, nel 2025 accelerano i prezzi di abitazione, acqua, elettricità e combustibili, con una netta inversione di tendenza da -5,6% a +1,1%. Crescono più rapidamente anche i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche (da +2,4% a +2,9%) e quelli dell’istruzione (da +2,2% a +2,6%). Si registra inoltre una risalita dei prezzi della divisione comunicazioni, che restano però in territorio negativo, passando da -5,6% a -4,9%.
In decelerazione risultano invece diverse voci: i trasporti, la cui variazione media annua scende da +0,7% a -0,2%; i servizi ricettivi e di ristorazione, che rallentano da +3,9% a +3,4%; i prezzi di mobili, articoli e servizi per la casa (da +0,8% a +0,3%); e quelli di ricreazione, spettacoli e cultura, che passano da +1,3% a +0,9%.
Inflazione 2025: confermate le stime preliminari, a dicembre tasso all’1,2%
L’Istat conferma anche le stime preliminari sull’andamento dei prezzi alla fine dell’anno. A dicembre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,2% rispetto a novembre 2025 e dell’1,2% rispetto a dicembre 2024, in lieve accelerazione rispetto al +1,1% del mese precedente.
Nel complesso, la media annua del 2025 si chiude quindi con un incremento dell’1,5% dei prezzi al consumo, segnando un’accelerazione rispetto all’1% del 2024. Un dato che, pur restando lontano dai picchi inflattivi degli anni precedenti, continua a pesare in modo significativo sui bilanci delle famiglie, soprattutto a causa dei forti rincari concentrati sui beni essenziali e sull’energia.
