Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » L’Incarico di Draghi in Ue. Ha accettato perché “l’Unione” non esiste più

L’Incarico di Draghi in Ue. Ha accettato perché “l’Unione” non esiste più

Von der Leyen lo ha chiamato dopo aver letto il suo articolo sull’Economist: “Questa Europa è senza futuro. Si apre un periodo molto complicato”

L’Incarico di Draghi in Ue. Ha accettato perché “l’Unione” non esiste più
meloni draghi
L’Incarico di Draghi in Ue. Ha accettato perché “l’Unione” non esiste più
L’Incarico di Draghi in Ue. Ha accettato perché “l’Unione” non esiste più
L’Incarico di Draghi in Ue. Ha accettato perché “l’Unione” non esiste più

Draghi e il documento per l’Ue: ecco perchè ha accettato. L’ex premier sostiene che non si possa più tornare indietro

Von der Leyen ieri ha annunciato di aver affidato a Draghi un incarico speciale, redigere un rapporto sullo stato dell’Unione e sul suo futuro. Un compito che l’ex premier italiano ha accettato. Il suo ritorno a un ruolo attivo dopo l’esperienza di Palazzo Chigi, è legato – si legge sul Corriere della Sera – a una mission dai contorni così ampi da apparire come un consulto per un paziente con gravi problemi. La pandemia e la guerra hanno prodotto la fine di un’era. Secondo Draghi “l’Unione di prima non c’è più“, perché hanno ceduto i pilastri su cui si reggeva la sua prosperità: “L’America per la sicurezza, la Cina per l’export, la Russia per l’energia”.

Il dramma è che l’Unione di dopo non c’è ancora, e la prospettiva di un suo allargamento ai Paesi dei Balcani e all’Ucraina, senza aver proceduto alle riforme, potrebbe portare a un esito fatale. Si apre secondo Draghi un periodo “complicato, molto complicato”, perciò ha accolto la proposta, a fronte delle “importanti sfide che attendono l’Europa“. Nell’intervento sull’Economist che ha convinto von der Leyen ad affidarsi all’ex Bce, Draghi aveva descritto l’esigenza di dotare l’Ue di “nuove regole e più sovranità condivisa“, indispensabili per continuare a competere a livello globale e affrontare le crisi con risposte rapide.

Leggi anche: Mediobanca, il grande gelo Milleri-Nagel. E Caltagirone non ha fretta

Leggi anche: Tassa su extraprofitti, le banche frignano ma quando lo Stato le salva godono

E se la vecchia Unione “non c’è più”, allora – prosegue Il Corriere – non si può nemmeno tornare al vecchio Patto di Stabilità: “Sarebbe il risultato peggiore possibile”. A tale proposito, fonti diplomatiche ritengono che “i Paesi europei a questo punto potrebbero rallentare i tempi del negoziato sul Patto, in attesa del report” dell’ex presidente della Bce. Serve che l’Europa intera prenda in tempo coscienza del cambio epocale in atto. E von der Leyen intende sfruttare l’autorevolezza di chi a Bruxelles viene definito “un Henry Kissinger più giovane”. Un europeo influente che può aiutare con la sua moral suasion ad “aggiustare i tubi rotti”.