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Economia
L'opinione di Mediolanum #02: Un "Risiko" dalle grandi opportunità

Secondo l’ultima mappatura economica del Pianeta il Pil globale avrà una crescita del 3% nel 2013 e del 3,7% nel 2014. Questa mappatura ci fa vedere che il mondo viaggia a velocità diverse ma è sempre in corsa verso l’alto, e non in retromarcia. In alcune zone con forte accelerazione, in altre con lentezze faticose ma sempre in movimento. In testa troviamo gli Stati Uniti favoriti dagli stimoli della Banca Centrale.

Segue la Cina che ha una leggera decelerazione, un “soft landing”, ma che sta vivendo una grande trasformazione: da Paese esportatore a grande consumatore. A ruota il Brasile che avanza anche se turbato dalla protesta sociale. In coda l’Europa con una crescita detta “a macchia di leopardo” in quanto si ritrova da un lato una Germania grintosa e dall’altro un’Italia che lotta con la crisi. Un’Italia che  però, nonostante la crisi, attrae molti investitori internazionali ingolositi sia dagli alti rendimenti che il nostro Paese offre sia dalla qualità delle nostre aziende.

In un contesto così complesso ma con così tante potenzialità la maggior parte dei risparmiatori, purtroppo, gioca in difesa. Lo fa perché malconsigliato dall’eccessiva paura che non permette di considerare che il treno della ripresa invece sta correndo e si fermerà in ogni stazione del mondo.  Ma come farsi trovare alla fermata giusta? Per prima cosa non bisogna farsi spaventare dalle flessioni, neanche da quelle brusche, perché queste sono sempre delle ottime opportunità di investimento. E’ proprio in questi momenti che una corretta gestione attiva ci può far riconoscere sia l’occasione che il momento crea sia le varie aree del mondo in cui diversificare.

Ma cosa sta succedendo nello specifico sul mercato obbligazionario e su quello azionario?
 

Mercato Obbligazionario

A quanto abbiamo potuto leggere sugli organi di stampa sembra essere tornata tra le imprese italiane la febbre per il bond, è bastato che Fiat si affacciasse sul mercato obbligazionario per chiedere un prestito, per registrare il tutto esaurito. Tanta è stata la domanda da aver superato di 3 volte l’offerta. Il mercato obbligazionario non è solo titoli di stato italiani (entrato ormai nella nostra quotidianità attraverso le oscillazioni dello Spread) ma è composto da una grande varietà di prodotti, differenti per durata ma anche per natura, una grande vetrina di prodotti diversi tra loro: obbligazioni di stato con diversa affidabilità, paesi emergenti, obbligazioni ad alto rendimento e societarie, che possono variare dal settore industriale a quello finanziario.

E’ un mercato questo, il cui ciclo favorevole è iniziato ormai 25 anni fa e sembrerebbe ormai giunto a livelli non più comprimibili, ma tale e tanta è la varietà e l’estensione di questo mercato che non su tutto si spalma questa compressione. Il caso Fiat dimostra che ogni giorno fanno il loro ingresso nuovi prodotti a prezzi vantaggiosi e a rendimenti allettanti, e allo stesso tempo prodotti già esistenti offrono al cliente nuove opportunità di ingresso. I tassi in salita possono spaventare, ma bisogna ricordare che per ogni prezzo che scende corrisponde un maggiore tasso di rendimento, un’occasione quindi per il cliente di assicurarsi una cedola più vantaggiosa per il proprio portafoglio. E’ altrettanto importante ricordare che le flessioni temporanee lungo la vita del titolo obbligazionario non devono allarmarci perché alla scadenza naturale il rimborso è sempre a quota 100.

Mercato Azionario

grafico rosso

Se c’è una certezza che sino a ora grafici e statistica hanno dimostrato è che nel lungo termine i mercati sono sempre in crescita. Oggi ne abbiamo una in più, quella che le grandi multinazionali, soprattutto quelle Usa - ad esempio Apple, Microsoft, IBM, Wall Mart, etc etc - sono riserve di abbondante liquidità. Tutta questa ricchezza ritornerà agli azionisti attraverso due possibilità: attraverso il reinvestimento per aumentarne il valore oppure ridistribuita, similmente a quanto accade nelle obbligazioni, tramite rendimenti cedolari. Sta al risparmiatore scegliere l’investimento più appropriato:  più conservativo per chi preferisce un flusso cedolare costante, meno conservativo per chi punta maggiormente sulla crescita di più lungo termine attraverso un accumulo azionario delle stesse.

Naturalmente la scelta non è tra le più facili in quanto sappiamo tutti che  l’investimento azionario non è solo rischioso, è rischiosissimo, soprattutto se concentrato in un ristrettissimo numero di titoli. Tuttavia con una accurata diversificazione dell’investimento si possono limitare i rischi da un lato e dall’altro cogliere le opportunità che l’economia globale offre. In pratica se si “compera il mondo”, se si investe nell’economia globale, automaticamente si sono comperate anche tutte quelle aziende che nel tempo diventeranno leader del mercato.

Un altro aspetto molto importante che non dobbiamo trascurare è che la diversificazione permette di raccogliere frutti anche dalla volatilità: quell’oscillazione eccessiva al ribasso che generalmente spaventa l’investitore è invece la vetrina delle migliori occasioni.

 

Informazione aziendale con finalità promozionali il cui contenuto non rappresenta una forma di consulenza nè un suggerimento per gli investimenti.
Nota di Redazione : gli argomenti, le immagini e i grafici sono frutto di elaborazione interna a Banca Mediolanum

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