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Economia
Spread ai messimi, borse ko: è allarme Grexit

Le borse europee chiudono in deciso calo. A pesare sui listini e' ancora una volta il settore bancario, colpito dai rinnovati timori di un'uscita della Grecia dall'euro e dal rialzo dei rendimenti del debito di molti paesi dell'Eurozona.

E' sempre più alto infatti  l'allarme liquidita' per Atene, nelle cui casse pubbliche restano appena due miliardi di euro, che verranno utilizzati per pagare le pensioni e gli stipendi degli statali a fine mese. Lo riferisce una fonte del governo ellenico all'agenzia Reuters. Senza un accordo in extremis con i creditori, Atene non ha quindi le risorse per rimborsare i 950 milioni di euro dovuti al Fondo Monetario Internazionale nel mese di maggio. In mancanza di un'intesa, la Grecia puo' solo sperare che le entrate fiscali (calate subito dopo l'elezione di Alexis Tsipras e poi stabilizzatesi sui 4 miliardi di euro mensili) di inizio maggio siano sufficienti a reggere finche' l'ex 'troika' non avra' dato il via libera al piano di riforme economiche del governo

L'indice Dax di Francoforte cede il 2,58% a 11.688,70 punti, l'Ftse 100 di Londra perde lo 0,93% a 6.994,63 punti, l'Ftse Mib di Milano scivola del 2,4% a 23.044,88 punti, il Cac 40 di Parigi scende dell'1,55% a 5.143,26 punti, l'Ibex di Madrid segna -2,22% a 11.353,6 punti, l'Atg di Atene arretra del 3% a 729,81 punti. Tra i titoli piu' venduti figurano Santander (-3,50%), Deutsche Bank (-3,18%), Credit Agricole (-2,72%), Bbva (-2,71%) e Commerzbank (-2,55%). Meno esposte le banche britanniche, che registrano ribassi intorno all'1%.

PIAZZA AFFARI - Brutta giornata per Piazza Affari dove, penalizzati dallo spread, cedono molto terreno i bancari, con Bper -4,19%, Ubi -4%, Monte Paschi -4,56%, Intesa -3,68%, Unicredit -3,54%. Male anche assicurativi e risparmio gestito, con Azimut -4,61% e Anima -5,05%. Piazza Affari ha colto l'occasione per effettuare prese di beneficio su un'ampia serie di titoli. Nell'energia A2A cede il 3%, Enel il 2,02%, Eni il 2,20%, Saras giu' del 5,68%. Nell'industria spunta il segno piu' Pirelli (+0,20%), Fca cede lo 0,99%. Male i cementi, Telecom perde il 2,17%, St il 3,57% e Prysmian il 3,72%. Debole anche il lusso e i media, con Mediaset -3,23%.

SPREAD - I rinnovati timori di un'uscita della Grecia dall'euro continua a far allargare lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi, che chiude a 141 punti dopo aver toccato un massimo di seduta a quota 147, quasi 20 punti dai minimi di giornata. Il rendimento avanza all'1,48%. Sul divaricamento del differenziale pesa inoltre il nuovo record negativo del tasso del Bund a dieci anni (0,057%), che si avvicina sempre piu' allo zero, una prospettiva altrettanto preoccupante dato che rendimenti negativi impedirebbero alla Bce di continuare ad acquistare debito tedesco nel quadro del programma di 'quantitative easing'. Il differenziale Bonos/Bund segna 140 punti per un tasso dell'1,47%.

FMI - "Non ci aspettiamo che accada". Paul Thomsen, responsabile del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale risponde con chiarezza a chi chiede cosa accadrebbe nel caso di un'uscita della Grecia dall'euro. "Il Governo greco", aggiunge nel corso di una conferenza stampa, "e' stato molto chiaro su questo: vuole restare nell'euro". Per l'economista dell'Fmi "sarebbe dunque pura speculazione parlare delle implicazioni di un'eventuale uscita". In ogni caso, sottolinea, "l'immediato rischio di contagio dipenderebbe dalla risposta delle autorita' europee e oggi l'Europa e' in una posizione molto migliore rispetto al passato".

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