A- A+
Economia
La pedagogia di Mario Draghi, di Silvia Davite

Che cosa può imparare l’Italia da Mario Draghi, uno dei suoi massimi esponenti all’interno della classe dirigente europea e globale? Innanzitutto una lezione: bando all’autoreferenzialità. L’intera ultima conferenza stampa del Presidente della Banca Centrale Europea è seminata da messaggi, insegnamenti e stile che ruotano attorno ad un concetto: responsabilità significa esercitare un ruolo senza chiudersi in esso.

Mario Draghi non si prende sul serio e sorride di sè, per esser giunto in ritardo a quella, che nelle attese di tutti, rappresenta la più importante conferenza stampa della BCE dall’inizio della crisi ad oggi: “scusate, gli ascensori non funzionano”; una ragione banale, che può accadere a chiunque, ovunque, in qualsiasi situazione più o meno importante. Il Presidente della BCE è consapevole che non esistano barriere che lo separino dai cittadini europei, quelli collegati in diretta per ascoltarlo, quelli che leggeranno di lui il giorno dopo, quelli che potranno farlo casualmente nei prossimi anni perché, per un passaparola che viaggia nel tempo, qualcuno racconterà episodi, frammenti di storia del banchiere centrale che non è mai stato “secchione”.

Con lui, una donna e un uomo: la responsabile dell’ufficio stampa, una presenza a cui Draghi ci ha abituato dalla data in cui ha assunto l’incarico (Trichet si presentava alla stampa quasi sempre da solo) e il capo della sua segreteria, l’uomo con cui il Presidente si lascia andare sottovoce ad un rapido commento auto ironico, al termine dell’ora e mezza di conversazione con i giornalisti.

Mario Draghi legge il comunicato del Consiglio della BCE, augura buon anno, saluta l’ingresso della Lituania come diciannovesimo Stato ad adottare l’Euro, racconta brevemente le modifiche al funzionamento del Consiglio della BCE, conferma la decisione di procedere con il Quantitative Easing, l’acquisto sul mercato di titoli stampando moneta e immettendo liquidità volta, nelle intenzioni, a facilitare le banche nel loro compito primario: fare credito. Un linguaggio misurato, equilibrato, che lascia nessuno spazio ad interpretazioni ma che racconta della condivisione concreta dei bilanci delle banche nazionali, di quelle centrali e della BCE. Una brevissima digressione finale sulla corresponsabilità di azione tra Stati nazionali, Commissione UE (presente al Consiglio direttivo con il Vice Presidente) e BCE, la consapevolezza che la politica monetaria non è slegata né nell’analisi e nemmeno nelle conseguenze dalle altre politiche nazionali e dell’UE: “gli Stati membri facciano le riforme rapidamente, con credibilità ed efficacia”. In tre parole consenso, autorevolezza e tempestività: seconda lezione per l’Italia.

Ma è nella conversazione vera e propria che giunge la terza e più importante lezione per il Bel Paese: la disciplina ha il compito di esaltare il meglio che naturalmente risiede in ciascuno, non di reprimerlo. Si sorprende Draghi dell’insistenza delle domande sui rischi della politica monetaria appena illustrata, torna a parlare del rapporto tra riforme, fiducia, investimenti e occupazione adeguata al rilancio dei consumi. Nel medio termine. Per stabilizzare i prezzi. Censura con garbo chi tenta di “inzigare” sull’unica differenza registrata nel Consiglio direttivo, i tempi della scelta, mostra di padroneggiare la dialettica tra tutti gli attori in campo e il futuro possibile. E’ probabile, che in diversi abbiano buone ragioni per tornare ad imparare da un leader completo e dalla sua visione educativa.

Tags:
pedagogiamario draghibce

i più visti

casa, immobiliare
motori
MÓ eScooter 125, il primo scooter completamente elettrico di Seat

MÓ eScooter 125, il primo scooter completamente elettrico di Seat


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.