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Economia
Silvio Scaglia


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Sarebbe stato disposto ad arrivare fino a 155 milioni di euro, per comprarsi il gruppo La Perla e salvare quasi tutti i dipendenti (800 su 967). E invece con un solo rilancio in asta a 69 milioni di euro, meno della metà che serviranno per coprire i debiti, Silvio Scaglia, il fondatore di Fastweb che ha deciso di debuttare in grande stile nel made in Italy, è riuscito a spuntarla sul colosso dell'abbigliamento Calzedonia e sugli israeliani di Delta Galil Industries, metendo le mani sullo storico marchio bolognese della corsetteria di alta gamma.

 

Scaglia ad Affaritaliani.it: "Ecco perché ri-scelgo l'Italia" L'INTERVISTA DI SERGIO LUCIANO

La Perla

è stata infatti venduta all'asta a Sms Finance. E' quanto ha deciso il giudice Maurizio Atzori al termine dell'asta presso la sezione fallimentare del tribunale civile di Bologna. Considerato in pole col suo rilancio per il salvataggio dell'impresa in mano agli americani di Jh Partners, Scaglia ha dovuto rilanciare soltanto di un milione, visto che Calzedonia, dopo giorni di riflessioni e annunci di ritiri in una trattativa che al primo minuto lo aveva visto invece come potenziale acquirente esclusivo, si è fermata a 68 milioni

L'interesse di Scaglia era emerso nei giorni scorsi, quando aveva presentato un'offerta di affitto con impegno all'acquisto successivo. Il gruppo bolognese, che dal 2007 è sotto il controllo del fondo di private equity Usa Jh Partners, ha visto via via peggiorare la sua situazione finanziaria fino ad accumularare una settantina di milioni di debito, 50 dei quali verso gli istituti di credito (113 milioni il giro d'affari nel 2011).

 

Il marchio fondato nel 1954 sembrava destinato alla veronese Calzedonia (nota anche per i marchi Tezenis ed Intimissimi), con la quale i sindacati avevano siglato un accordo. Poi l'ingresso in campo di Scaglia, ha ribaltato la situazione e alla fine l'ha spuntata, ma fino all'ultimo Sandro Veronesi, fondatore di Calzedonia ha provato a far leva sulle sue competenze come gruppo, a differenza di Scaglia, appartenente al settore e che aveva già dato prova di saper gestire marchi dell'intimo. Una skill in più che alla fine non ha contato.

Quello di Veronesi (40 milioni offerti non in asta, più 10 per gli attivi e 120 milioni di investimenti in un arco triennale) era il secondo tentativo di mettere le mani su La Perla, il secondo in sette anni. La prima volta la famiglia proprietaria Masotti gli ha preferito il fondo di private a stelle e strisce. "Un grande marchio mondiale della bellezza e del lusso femminile", ha commentato Scaglia l'acquisto, spiegando che intende rilanciare sul mercato globale la storica azienda di lingerie. Il fondatore di Fastweb ha confermato poi un piano di investimenti che dovrà prevedere risorse per circa "110 milioni di euro" e di voler puntare sull'Italia e sull'indotto di Bologna, in cui i " dipendenti sono elementi fondamentali della qualità e costituiscono il valore del marchio". Quindi, "possono stare tranquilli".

 

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