
La televisione, in epoca berlusconiana, resta un argomento da campagna elettorale. Anche quando le emittenti non sono proprietà del Cavaliere. Sta succedendo anche con La7, da quando il cda di telecom ha deciso di trattare in esclusiva con Urbano Cairo, scartando le offerte di Clessidra e Diego Della Valle.
A trasferire la vendita della rete dal piano economico a quello politico è la presunta vicinanza di Cairo a Silvio Berlusconi. I rapporti dell’imprenditore con il Cavaliere sono noti. Prima di mettersi in proprio, Cairo è stato assistente di Berlusconi in Fininvest, direttore commerciale e vice direttore generale in Publitalia ’80, la concessionaria del Biscione e amministratore delegato di Mondadori pubblicità.
Un curriculum davanti al quale è sorto il sospetto di una ancor più forte posizione dominante sul mercato della tv italiana. Bersani si è limitato a dire che “ci sono delle autorità che si occupano di queste cose”. Il segretario Pd non affonda il colpo, ma insinua il dubbio di un collegamento tra Mediaset e Cairo. Un’affermazione che Berlusconi ha definito “mafiosa” perché lascerebbe intendere a Telecom di “aspettare a vendere perchè se andrò al governo La7 varrà di più”.
Berlusconi, comunque, smentisce i rapporti con Cairo. “E’ diventato imprenditore in proprio. E’ diverso tempo che non lo sento. E’ andato a fare l’imprenditore per una scelta che ho condiviso”. Da quel 1995, Cairo ha costruito un impero pubblicitario ed editoriale. Ed è ora pronto al grande salto televisivo.
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Il consiglio di amministrazione di Telecom ha deciso di trattare in esclusiva con l’imprenditorre alessandrino la cessione di La7. Niente da fare per Clessidra. Bocciata anche la proposta di Della Valle, arrivata “fuori tempo massimo” e giudicata troppo vaga perché ancora allo stadio di manifestazione d’interesse.
Accettando la proposta di Cairo, TIMedia tratterà solo per la cessione dell’emittente televisiva, mentre rimarrà nella pancia della società il più remunerativo multiplex, per il quale si era fatto avanti il fondo di private equity guidato da Sposito.
Senza aspettare la maturazione dell’offerta di Della Valle, che alcuni rumors ipotizzavano essere migliorativa rispetto a quelle già sul tavolo, il Cda di Telecom Italia ha deciso a maggioranza di trattare solo con Cairo. La sua offerta prevede l’impegno a farsi carico della ristrutturazione dell’emittente, da sempre in rosso. Prima della vendita, quindi, Telecom dovrebbe caricarsi dell’azzeramento dei debito, che dovrebbero essere “trattenuti” da TIMedia. In sostanza Telecom, pur di vendere un asset che ha comportato solo perdite, accetta di consegnare a Cairo un’azienda senza debiti. Il titolo TIMedia ha ceduto a fine giornata oltre il 9%, a 0,15 euro.
Già durante lo scorso Cda, il presidente di Telecom Franco Bernabè aveva manifestato la sua preferenza per l’offerta di Cairo. A prediligere Clessidra, invece, era stata Intesa-Sanpaolo, che però, nella doppia veste di azionista Telecom e advisor del potenziale acquirente, ha dovuto dichiarare la posizione di conflitto.
Della Valle “prende atto”: “Volevamo tentare di costruire un modello nuovo di società di media – ha spiegato in una nota – che coinvolgesse un gruppo di investitori italiani, professionisti che lavorano attualmente a La7 ed altri che sarebbero arrivati, per cercare di sviluppare ancora con più determinazione un polo televisivo coerente con i principi di salvaguardia dell’indipendenza dell’informazione. Ci auguriamo che questo avvenga comunque, il Paese ne ha sicuramente bisogno”.
