Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Abolire l’articolo 18 come chiede il ministro dell’Interno? “E’ una sciocchezza colossale. Forse Alfano, non avendo mai lavorato in vita sua, non capisce”, attacca Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil, intervistato da Affaritaliani.it. Che poi aggiunge: “L’hanno già cambiato, proprio il suo governo Monti e, come noto, non ha creato un posto di lavoro in più e ha fatto aumentare i licenziamenti”. Renzi vuole riscrivere lo statuto dei lavoratori? “Sono d’accordo, ma per estendere diritti e tutele a chi non li ha”.
Il premier Renzi vuole riscrivere lo statuto dei lavoratori. E’ d’accordo?
“Penso che vada esteso anche a tutti quelli che non ce l’hanno. Siccome lo statuto vale solo per chi ha più di quindici dipendenti e non copre i lavoratori precari sono assolutamente d’accordo che vadano estesi diritti e tutele a tutti quelli che non ce li hanno. Anzi, penso che siamo in ritardo perché in questi anni sono state fatte troppe leggi che hanno aumentato la precarietà e ridotto i diritti delle persone che lavorano”.
Alfano vuole abolire l’articolo 18. Che cosa ne pensa?
“E’ una sciocchezza colossale. Forse Alfano, non avendo mai lavorato in vita sua, non capisce ma è una sciocchezza pura. Del resto l’articolo 18 l’hanno già cambiato, proprio il suo governo Monti e, come noto, non ha creato un posto di lavoro in più e ha fatto aumentare i licenziamenti. E come si è visto, pur modificando l’articolo 18, le imprese straniere non sono venute a investire in Italia. Il problema non è quello di rendere più facili i licenziamenti. Oggi le imprese non assumono perché non hanno da lavorare, quindi il problema è quello di far ripartire gli investimenti. Renzi farebbe bene ad ascoltare quello che dicono i lavoratori, se vuole cambiare questo Paese, e non quello che dice Alfano. Il ministro dell’Interno è stato in tutti gli ultimi governi e quindi qualche responsabilità per i disastri in cui ci troviamo ce le ha anche lui… Non è proprio nuovo”.
Un giudizio sui primi mesi del governo Renzi?
“Su alcune cose ha fatto bene, penso agli 80 euro che andrebbero estesi. Su altre cose non sono d’accordo, come sulle riforme costituzionali che ha fatto. Il vero banco di prova è la politica economica e sociale ed è anche la politica che deve cambiare i vincoli europei. Se davvero Renzi vuole cambiare l’Italia, e i prossimi mesi saranno decisivi, deve fare i conti insieme ai lavoratori e alle lavoratrici di questo Paese”.
Manovra correttiva, ci sarà?
“Non lo so. Non sono un economista ma dico che la situazione è gravissima e pesante e penso che bisogna andare a prendere i soldi dove ci sono per ridurre il debito pubblico. Si devono combattere l’evasione e la corruzione e fare tutte quelle cose che negli ultimi anni in questo Paese non sono state fatte dai governi precedenti. E poi bisogna rivedere la palla al piede dei vincoli europei, che è il vero punto su cui agire”.

