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Economia
Landini (Fiom): Renzi? Era meglio votare. Rimettere l'Articolo 18
Landini


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
 

Che cosa chiede la Fiom al governo Renzi?
"Chiedo quello che abbiamo chiesto anche ai governi precedenti".

Ovvero?
"Che ci sia una ripresa degli investimenti pubblici e una politica industriale vera. Tutto ciò vuol dire svolgere un ruolo vero, dicendo ad esempio alla Fiat che non chiuda stabilimenti, che faccia investimenti rifinanziando i contratti di solidarietà per ridurre il costo della contribuzione per le imprese senza abbassare i salari evitando così i licenziamenti. Chiediamo anche un intervento pubblico che non privatizzi per fare cassa ma che invece abbia un'idea di quello che è il settore dei trasporti, della siderurgia etc... Quindi serve una politica industriale che vada in questa direzione".

E poi?
"Chiediamo una legge sulla rappresentanza che garantisca le libertà sindacali e che sia rispettosa della Corte Costituzionale. Così come la cancellazione dell'articolo 8 voluto dalla Fiat".

E' fiducioso? Pensa che Renzi riuscirà a risollevare l'Italia?
"Il problema è che il Parlamento è lo stesso di prima e che non so quale maggioranza farà Renzi. La mia perplessità è che come si fa a cambiare il Paese con lo stesso Parlamento di prima e con lo stesso rapporto di forze".

Sarebbe stato meglio andare a votare magari non appena approvata la riforma elettorale?
"Io penso che sarebbe stato utile votare fin da quando è caduto Berlusconi e hanno fatto Monti. Considero che non aver votato e aver rifatto dopo Monti come Letta dei governi che non sono il frutto del voto degli italiani sia un problema. E non vorrei che questo sia il problema più grosso che si trova Renzi perché cambiare il Paese come lui ha annunciato, poi si può discutere nel merito, con le stesse maggioranze e con lo stesso Parlamento penso che possa essere una contraddizione dentro la quale si troverà Renzi".

L'Articolo 18 non si tocca?
"L'hanno già cambiato. Non c'è più. Si è dimostrato che renedere possibili i licenziamenti non ha difeso i posti di lavoro e non ha portato in Italia le multinazionali perché non è quello il problema. Semmai il nodo è capire che aver modificato l'Articolo 18 è servito solo a fare qualche licenziamento in più. E quindi andrebbe ripristinato e non cambiato ulteriormente".

Che cosa si aspetta che dica Renzi a Marchionne?
"Mi aspetto che il governo cominci a fare il governo. I governi degli ultimi anni non hanno fatto il loro lavoro e hanno lasciato fare. Bisogna far ricominciare gli investimenti in Italia, sia pubblici che privati. Il governo deve dire agli imprenditori che riprendano a investire nel nostro Paese. Questo è quello che dovrebbe fare un governo, come hanno fatto Obama, la Merkel e Hollande. In Italia il governo deve fare il governo, cosa che non hanno fatto Berlusconi, Monti e Letta".

Che cosa pensa di quello che è successo tra la Cgil e Cremaschi?
"Siamo di fronte a una crisi democratica della Cgil. Quella era un'iniziativa nata male perché chi l'ha organizzata, la Cgil lombarda, ha escluso la Fiom. Cosa che non si era mai vista nella storia della Cgil. Poi che si impedisca a un dirigente nazionale o a delegati che hanno chiesto la parola di parlare significa che siamo di fronte a una regressione democratica preoccupante. Una pagina brutta della Cgil. Non è la Cgil che conosco e penso che occorra fermare questa deriva e ristabilire una democrazia che permetta a chiunque di poter parlare e soprattutto agli iscritti di poter dire la loro sugli accordi".

La Camusso ha escluso una scissione. La esclude anche lei?
"Noi stiamo nella Cgil ed è necessario cambiarla rendendola più democratica e più partecipe alla vita delle persone. A meno che la Camusso non voglia fare una scissione. Io non ho alcuna intenzione né di uscire né di fare una scissione. Voglio battermi per cambiare la Cgil e renderla più forte. C'è una crisi della rappresentanza nel sindacato nel nostro Paese".

Che cosa direbbe a Renzi?
"Non ho nulla dirgli. Fa le sue scelte. Il problema sono le politiche che il governo fa. Troverei utile che un governo si confrontasse con le parti sociali e se vuole affrontare i problemi del lavoro cambi le leggi e le scelte che sono state fatte in questi anni dai governi precedenti".
 

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