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Economia
Le bollette? Ora si pagano con sms. Stop al voto di laurea per i concorsi
Marianna Madia è nata nel 1980 a Roma. La sua carriera politica è cominciata nel 2008 quando l'allora candidato premier del Pd, Walter Veltroni la scelse con una delle sue capolista a Roma. Ma la sua inesperienza e una passata relazione con Giulio Napolitano (il figlio del presidente della Repubblica) le sono valse molte critiche. Nonostante ciò negli ultimi anni si è contraddistinta per l'attaccamento a certi valori della sinistra e una certa onestà intellettuale.

"Un altro tassello: approvata la riforma Pa #lavoltabuona un abbraccio agli amici gufi". Il presidente del Consiglio Matteo Renzi saluta così su Twitter l'approvazione da parte dell'aula del Senato del ddl di deleghe al governo sulla riforma della pubblica amministrazione. Un provvedimento che è stato votato favorevolmente da 145 senatori ( i no 97 e nessun astenuto) tutti appartenenti alla maggioranza di governo (contrari le minoranze e anche il nuovo gruppo dei verdiani Ala) che ha così potuto portare a casa la riforma grazie alla presenza in Aula delle opposizioni che hanno garantito il numero legale al Senato (di 150 voti; se i contrari non avessero votato, infatti, la riforma non sarebbe passata).

Il ddl affida al governo una serie di deleghe ("La riforma della Pa è legge. Continua il lavoro sui decreti attuativi", è stato il commento su Twitter il ministro della Pa Marianna Madia) per la riorganizzazione della pubblica amministrazione su rapporto di lavoro, controlli e ruoli dirigenziali e affida, tra l'altro, un ruolo rafforzato alla presidenza del Consiglio anche nelle scelte di competenza dei singoli ministeri. Il testo prevede anche il riordino delle partecipate e dei servizi pubblici locali e uno spostamento di risorse dal Corpo Forestale dello Stato ai vigili del Fuoco, primo passo verso l'assorbimento della Forestale dal corpo dei Carabinieri (l'opzione più probabile).

Il provvedimento è stato accolto con favore dalla Confindustria, secondo cui l'approvazione definitiva "costituisce una tappa fondamentale del percorso di ammodernamento della macchina pubblica, per stare al passo con le dinamiche economiche". "Il raggio di intervento - prosegue la nota dell'associazione presieduta da Giorgio Squinzi - è assai ampio: dalla struttura e dalle funzioni degli uffici, fino alle modalità di prestazione del "servizio pubblico". I centri di interlocuzione vengono razionalizzati, le conferenze di servizi rese più fluide, le incertezze ridotte con il silenzio assenso e con i limiti temporali stringenti per l'autotutela. Il risultato dovrebbe essere un'amministrazione pubblica più rapida e prevedibile nelle decisioni, ma anche piu' snella grazie al taglio delle società partecipate.

"Si tratta di obiettivi - prosegue Confindustria - che il sistema imprenditoriale indica da tempo come prioritari e che il Ddl persegue in modo efficace, attraverso un programma strutturale di riforma della Pa italiana. L'auspicio - concludono gli industriali - è che il Governo porti a compimento questa riforma entro il 2015, restituendo alle imprese un'amministrazione al servizio della crescita e della competitività del Paese".

Ma quali sono, entrando nel dettaglio della riforma, le novità introdotte per i dipendenti statali e i cittadini? Eccole:

- TRASPARENZA: accesso libero ai documenti e ai dati della pubblica ammnistrazione
- DIGITALIZZAZIONE: viene introdotta la 'carta della cittadinanza digitale', gestita da un dirigente ad hoc e con il Governo delegato a definire il livello minimo di qualità dei servizi online.
- BOLLETTE ELETTRONICA DA PAGARE CON SMS. I pagamenti verso la P.A, come bollette e multe, potranno avvenire anche ricorrendo al credito telefonico (ricaricabili o abbonamenti) purché si tratti di micro-somme (presumibilmente sotto 50 euro). Il versamento potrà quindi essere eseguito con un semplice sms.
- LICENZIAMENTI PIU' FACILI: quando scatta un'azione disciplinare non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, la pratica dovrà essere portata a termine senza escludere il licenziamento. Quanto alla diatriba sull'articolo 18, la reintegra resterebbe.
-LICENZIANBILITA' DEI VERTICI: basta incarichi dirigenziali che possano essere ricoperti senza preoccupazione di rimozione. Viene infatti introdotto il criterio della valutazione. Se questa e' negativa, due le possibilita': o lasciare l'amministrazione dello Stato, o accettare di passare da un incarico di dirigente a quello di funzionario. Inoltre viene introdotta la revoca o il divieto dell'incarico in settori esposti al rischio corruzione, quando c'e' una condanna (anche non definitiva) da parte della Corte dei Conti al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.
-POTERI A PALAZZO CHIGI. Verranno precisate le funzioni di Palazzo Chigi per il mantenimento dell'unità di indirizzo. Un rafforzamento della collegialità che si ritrova anche nelle nomine di competenza, in modo che le scelte passino per il Cdm. La delega riguarda pure la definizione delle competenze in materia di vigilanza sulle agenzie fiscali (come le Entrate).

(Segue...)

Tags:
riforma pubblica amministrazione
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