Leonardo, la svolta di Mariani: così cambia la mappa del potere
La riorganizzazione avviata dal nuovo amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, continua a prendere forma e, con il passare delle settimane, iniziano a delinearsi gli equilibri delle funzioni considerate più strategiche. Dopo il primo riordino approvato dal Consiglio di amministrazione, con la conferma di alcuni manager e l’uscita di figure di riferimento della precedente gestione, come Helga Cossu, Filippo Maria Grasso, Simone Ungaro e Carlo Gualdaroni, l’attenzione si concentra ora soprattutto sulle direzioni più strategiche.
Mariani sembra voler procedere per gradi, evitando accelerazioni sulle caselle più sensibili e mantenendo al tempo stesso una forte focalizzazione sul business, priorità assoluta in questo momento del paese e ragione per cui, a maggio, il governo scelse anche di imprimere un cambio di passo sostituendo proprio Roberto Cingolani.
C’era, lo ricorderemo, bisogno di un manager stimato sul piano internazionale e capace di velocizzare una macchina ancorata, fino a quel momento, più alla teoria che alla pratica. E, soprattutto, c’era bisogno di un approccio più sobrio e istituzionale. Ecco perché si giunse a Lorenzo Mariani. Ed ecco perché la sua nomina sta già coincidendo con quel profilo operativo e orientato alla crescita e alla valorizzazione che si richiedeva.
In questa cornice, a Montegrappa il CEO ha iniziato a muovere le sue pedine. Sul fronte degli Affari Istituzionali Mariani non a caso ha scelto, almeno per il momento, di mantenere l’interim della funzione, rinviando la decisione definitiva su una delle posizioni più delicate dell’intero gruppo, mentre resta aperta la riflessione sul futuro assetto complessivo della struttura, che secondo diverse fonti potrebbe essere oggetto di un riordino più ampio a partire già da settembre.
Da settimane ormai circola con insistenza il nome di Riccardo Pugnalin, ma parallelamente continua a essere accostato al gruppo anche il nome di Francesco Kamel, considerato da alcuni osservatori tra le opzioni ancora sul tavolo per completare il riassetto della funzione, anche se tra i primi desiderata del portavoce di Piantedosi c’era la comunicazione, dove il percorso di riorganizzazione si è sostanzialmente chiuso, per il momento.
Stefano Amoroso, richiamato alla guida della direzione e considerato una figura di fiducia da Mariani, ha infatti avviato una revisione della struttura interna con l’obiettivo di renderla più aderente alle priorità del vertice e alle esigenze di un gruppo sempre più esposto sui dossier industriali, istituzionali e internazionali.
Tra le novità organizzative figura il rientro in Corporate di Augusto Rubei, manager di peso e gia’ noto nel mondo della comunicazione istituzionale, chiamato direttamente da Mariani ad assumere la responsabilità delle questioni reputazionali e dei dossier più sensibili e a maggiore impatto mediatico e strategico.
Il riassetto resta comunque un cantiere aperto e ulteriori decisioni sono attese nei prossimi mesi. Resta infatti alla finestra anche Valeria Venuto di Anas, che non disdegnerebbe un ruolo nell’azienda di difesa e aerospazio. Dal canto suo Mariani sembra comunque aver già impresso una direzione riconoscibile sul fronte industriale, puntando sulla continuità dei programmi strategici, sul rafforzamento del posizionamento internazionale e su una maggiore disciplina nell’esecuzione.
Una linea che, al di là delle indiscrezioni e delle tensioni interne che accompagnano ogni riorganizzazione, ha contribuito a consolidare la percezione di Leonardo come uno dei principali protagonisti europei nei settori della difesa e della sicurezza.

