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Economia

"È' profondamente ingiusto e anticostituzionale reperire i finanziamenti per la riforma del mercato del lavoro e le modifiche della disciplina previdenziale ricorrendo, come già più volte fatto negli ultimi anni, alle pensioni e ai redditi più elevati, l'ipotesi oggi sulla stampa è da 60.000 euro in su. Lo si faccia nel caso su chi ha pensioni veramente d'oro, ma perché elevate e non giustificate dai versamenti effettuati. Ma basta colpire chi sta solo ricevendo spesso anche meno di quanto versato e chi guadagna in base a rischi, responsabilità, competenza e risultati raggiunti e paga già abbondanti tasse senza evadere". Dopo l'incontro fra il Ministro Giovannini e le Parti Sociali dell'altro ieri e le ulteriori indiscrezioni di stampa di oggi, queste le parola di Silvestre Bertolini, presidente di CIDA - Manager e Alte Professionalità per l'Italia, il soggetto che rappresenta unitariamente a livello istituzionale quasi un milione di dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato".

"Altrettanto insensato - continua Bertolini - sarebbe, come pare di capire, rifinanziare la cassa integrazione - a cui i dirigenti non hanno diritto, ma che già finanziano abbondantemente senza battere ciglio - con un prelievo ai fondi per la formazione di tutti i lavoratori. Infatti, tagliare la formazione uno dei fattori indispensabili per competere, ancor più in un momento di profonda crisi vorrebbe solo dire accelerare il declino".

"Insomma, siamo alle solite, si sanno solo colpire i soliti noti, mentre il premier, Enrico Letta, nel suo discorso di insediamento aveva esplicitamente detto "non si possono più chiedere sacrifici solo ai soliti noti". Questo è il segno inequivocabile che si brancola nel buio, che non ci sono idee e che non solo nulla è cambiato, ma sta pure peggiorando. Siamo profondamente delusi, per quanto al momento pare di capire, dall'operato di questo Governo nel quale confidavamo per una svolta riformatrice e innovativa. Dobbiamo invece prendere atto che si sta comportando perfino peggio dei Governi che lo hanno preceduto colpendo e ignorando completamente intere categorie che danno già molto".

"Manager e alte professionalità - chiude Bertolini - sono disposti a fare la loro parte per risollevare l'economia del Paese, ma non a vedere umiliato il loro ruolo e la loro volontà di collaborazione. La CIDA che li rappresenta non può restare a guardare e metterà in campo tutte le forme di reazione possibili per contrastare la linea politica di questo Governo che sta dimostrando di non aver compreso su quali risorse può e deve fare affidamento nell'interesse del Paese. Ci aspettiamo che nei prossimi giorni il Governo rispetti almeno l'impegno preso di sentire le nostre ragioni, per avere un quadro completo delle posizioni e delle proposte che vorremmo avanzare. Anche perché queste consultazioni sempre e solo con chi rappresenta solo una parte del mondo produttivo non paiono, come avviene da tempo, partorire nulla di particolarmente intelligente e innovativo, salvo colpire sempre e solo i soliti noti. Una strategia che non funziona e che pare voler appiattire tutto il Paese verso il basso, invece di sfruttare le migliori professionalità per guidare il rilancio".

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