Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Luxottica crolla a Piazza Affari. Vian nuovo Ceo al posto di Cavatorta

Luxottica crolla a Piazza Affari. Vian nuovo Ceo al posto di Cavatorta

Luxottica crolla a Piazza Affari. Vian nuovo Ceo al posto di Cavatorta
leonardo del vecchio
A Piazza Affari non piace il secondo cambio al vertice di Luxottica in poco più di un mese. Il direttore operativo, Massimo Vian, sarà nominato nuovo ‘co-amministratore delegato’ del gruppo. La proposta sarà portata oggi al Cda dal presidente Leonardo Del Vecchio dopo che Enrico Cavatorta ha manifestato la “volonta’” di “rimettere al cda le deleghe di amministratore delegato”. Lo comunica il gruppo in una nota

Probabilmente l’uscita di Andrea Guerra, abituato ad accentrare l’operatività, è stato un tappo che ha fatto saltare i delicati equilibri di quella che prima era stata definita da più parti una governance eccellente. E così a poco più di un mese dall’uscita dell’ex Ceo, l’organigramma di Luxottica torna in tensione, con il nuovo amministratore delegato Enrico Cavatorta che lascia il gruppo. Un annuncio che ha terremotato il titolo in borsa dove non riesce a fare prezzo al suono della campanella e riammesso alle contrattazioni fa -10%.

Il motivo dell’ennesimo ribaltone ai vertici del colosso mondiale degli occhiali starebbe nel ruolo assunto in Luxottica da Francesco Milleri, un imprenditore dell’It che Del Vecchio e l’attuale moglie, Nicoletta Zampillo, conoscono da anni e che dall’uscita di Andrea Guerra ha assunto il ruolo di unico consigliere del fondatore di Luxottica. Tanto da partecipare (con voce in capitolo) ai comitati di gestione delle singole macro-aree in cui è organizzata la società pur senza avere incarichi ufficiali. E proprio a Milleri, Del Vecchio avrebbe deciso di riservare il ruolo di vicepresidente esecutivo.

Secondo gli osservatori, il crescente ruolo di Milleri non era negli accordi presi con Cavatorta al momento della sua nomina a co-amministratore delegato e così il manager ha deciso di lasciare e le deleghe, al termine dell’infuocato consiglio di amministrazione straordinario convocato per oggi, passaranno a Massimo Vian, attuale chief operating officer, come annuncia al mercato una nota, poco prima dell’apertura di borsa. Una riunione, quella del board, nella quale potrebbero lasciare anche altri consiglieri come Il consiglio di oggi si preannuncia infuocato. Si parla con insistenza delle possibili dimissioni di alcuni consiglieri Roger Abravanel e Claudio Costamagna. Perché?

L’uscita di Cavatorta però non è l’unico scossone che il colosso di Agordo si prepara a vivere. Già perché, stando a chi segue da vicino le vicende del gruppo fondato Del Vecchio, è una crisi squisitamente familiare.

*BRPAGE*

Con sei figli, avuti da tre relazioni diverse (tre dal primo matrimonio, uno dal secondo e due dalla terza compagna), aveva trovato la soluzione dando in nuda proprietà a ciascun figlio un sesto del capitale di Delfin, la holding lussemburghese che controlla Luxottica. Ma nel 2010 ha risposato la seconda moglie, Nicoletta Zampillo, dalla quale ha un figlio solo, Leonardo jr, 20 anni. Nicoletta ha chiesto di avere in Delfin il peso azionario che le spetterebbe nella sua veste di coniuge alla morte del marito rimettendo in discussione tutti gli accordi. Alcuni figli avrebbero accettato di farle spazio, ma non tutti. Una situazione delicatissima, come la storia di tante altre imprese familiari dimostrano.

*BRPAGE*

La Zampillo avrebbe voluto far entrare Leonardo jr nel Cda di Luxottica (intanto, Rocco, il figlio che ha avuto dal primo matrimonio è entrato in Luxottica Singapore), ma questa scelta non sarebbe condivisa dal fondatore. A tal punto che Leonardo Del Vecchio ha chiesto al primogenito Claudio, 57 anni, l’unico dei sei figli presenti nel consiglio di Luxottica, di farsi da parte così da non aver alcun familiare in Cda.

Nella nota, Del Vecchio, infatti ha fatto sapere che  “è attualmente allo stidio un riassetto di Delfin”, “con l’obiettivo di migliorarne la governance e separare ulteriormente la proprietà dalla gestione delle aziende partecipate”. Per questo, il patron del gruppo precisa che l’ingresso in cda del figlio, Leonardo Maria “non è mai stato preso in considerazione” e che il primogenito Claudio, oggi nel board, “non sarà riconfermato alla scadenza naturale del mandato, per dare omogeneità e coerenza alle posizioni di tutti i membri della famiglia”.