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Economia
"Sei il peggiore con cui ho mai lavorato". Le 10 frasi che un manager non deve mai dire

"Non voglio sentire lamentele", "fai come ti dico altrimenti…" oppure "ho fatto io il lavoro al posto tuo ieri sera. E tu dov'eri?". Molto spesso lavorare in un ufficio può essere stressante, soprattutto se si ricopre un ruolo di responsabilità e i ritmi di lavoro sono tutt'altro che leggeri: ci sono scadenze da rispettare, obiettivi da raggiungere e progetti da seguire. Ecco che allora, a causa di nervosismo, ansia, frustrazione o semplice stanchezza, anche i capi più calmi e accomodanti possono perdere le staffe, pronunciando ad alta voce frasi dall'effetto davvero devastante per sé stessi e per il morale (e quindi la produttività) dei propri collaboratori. E per venire in aiuto di tutti quei manager che, quando la pressione sale sbagliano, lasciandosi sfuggire espressioni poco piacevoli, il gruppo Hays ha stilato una classifica con le 10 frasi che un professionista non dovrebbe mai pronunciare in ufficio.

"Avere un ruolo di responsabilità professionale è una sfida allo stesso tempo impegnativa e insidiosa - afferma Sofia Cortesi, Financial Director Hays Italia - Bisogna essere in grado di sapersi destreggiare tra deadline fiscali e di reporting, i creditori, meeting, senza dimenticare la gestione dei fornitori e il rapporto con colleghi, dipendenti e superiori. Nelle giornate più difficili può capitare di perdere un po' di autocontrollo e lasciarsi andare a rabbia e frustrazione. Tuttavia, quando si ricoprono posizioni di rilievo, pronunciare frasi inappropriate può minare la performance aziendale. E, cosa ben peggiore, compromettere la leadership di chi le pronuncia".  Un capo rappresenta l'azienda e soprattutto in questo periodo di instabilità economica, dovrebbe essere in grado di mantenere saldo il timone del comando, comportandosi sempre con calma e professionalità.


Ma quali sono le frasi che un capo non dovrebbe assolutamente pronunciare?

1 - "Non voglio sentire lamentele" - Un vero capo deve saper captare i malumori del proprio team e dare il giusto valore a critiche e commenti negativi. Anche di fronte a problemi, che di fatto non potranno essere risolti, lasciare che un collaboratore si sfoghi è utile perché permette di instaurare un rapporto fondato sull'ascolto e sulla comunicazione.

2 - "Fai come ti dico altrimenti…" - Le minacce sono dannose e gli imperativi inutili. Non servono né a rafforzare la lealtà del proprio team, né a migliorarne le prestazioni. "I capi più saggi - commenta Cortesi - cercano di ispirare e di insegnare, evitando di spaventare attraverso un costante clima di terrore".

3 - "Ho fatto io il lavoro al posto tuo ieri sera. E tu dov'eri?" - Fare pressioni sulla presenza in ufficio è un modo sicuro per creare frustrazione e malumore. Un manager che lavora sette giorni a settimana non può pretendere che i suoi dipendenti facciano altrettanto.

4 - "Ho sentito dire che…" - Mai lasciarsi andare ai pettegolezzi da ufficio. Soprattutto quando si occupa una posizione di peso all'interno della scala gerarchica: se è vero, infatti, che un'indiscrezione può aiutare ad entrare in confidenza, è altrettanto vero che provenendo dall'alto, può incoraggiare il proprio team a condividerla. E se la notizia dovesse poi rivelarsi priva di fondamento, i danni alla credibilità del capo potrebbero essere irreparabili.

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