Manager / Chi è Salvatore Aranzulla, il divulgatore del web spodestato dall’IA
Per vent’anni, chiunque in Italia si sia trovato davanti a una stampante che non stampa, a un Wi-Fi che non si collega o a un account da recuperare ha fatto la stessa cosa: ha scritto il problema su Google e ha cliccato sul primo risultato apparso nella home. Molto spesso il primo a comparire era lui, Salvatore Aranzulla. Oggi, a 36 anni, il re delle guide informatiche si trova di fronte a un paradosso: i suoi contenuti sono più utili che mai, ma sempre meno persone arrivano a leggerli. “I miei clic sono dimezzati, i guadagni sono crollati del 72%. Si lavora di più per ottenere di meno”, ha raccontato Aranzulla. Colpa delle risposte sintetiche generate dall’intelligenza artificiale, che i motori di ricerca mostrano direttamente nella pagina dei risultati: chi cerca una soluzione la trova lì e non clicca più sul sito che l’ha scritta. Per un’attività che vive di pubblicità, e quindi di visite, il meccanismo è semplice e brutale: meno clic, meno ricavi. Ma chi è Salvatore Aranzulla?
Chi è Salvatore Aranzulla
Nato a Mirabella Imbaccari (Catania) il 24 febbraio 1990, primo di quattro fratelli, figlio di un infermiere e di una casalinga, Aranzulla è un autodidatta. La carriera inizia presto, a 12 anni, quando – oltre a segnalare bug in siti come Google, Yahoo! e Poste Italiane – crea una newsletter per rispondere ai dubbi informatici degli amici, trasformata nel 2003 in un blog. Nel 2004 pubblica un e-book gratuito sulla creazione di siti in ASP e riceve la prima offerta di lavoro da una rivista di settore. Dopo la maturità scientifica si trasferisce a Milano, alla Bocconi, dove si laurea nel 2015 in economia aziendale e management, continuando intanto a far crescere il sito, sostenuto dalla pubblicità.
Il metodo utilizzato è tanto semplice quando utile. Le guide nascono da quello che gli utenti cercano su Google (il cosiddetto “sistema dei titoli”) e sono scritte con una regola che Aranzulla ha ripetuto in molte interviste: scrivere come un dodicenne, senza dare nulla per scontato. Intorno al 2008, il sito contava circa 300mila lettori al mese; nel 2018 erano arrivati a 15 milioni. Nel frattempo le collaborazioni con Virgilio e Libero e, dal 2016, con il sito del Messaggero; le comparsate in tv e nei video musicali; il libro “Il metodo Aranzulla” (2018) e l’inserimento da parte di Forbes Italia tra i cento startupper italiani emergenti.
Il calo di oggi non è del tutto nuovo: già a gennaio 2020 i lettori mensili risultavano scesi a circa 5,2 milioni. Un segnale della fragilità di chi dipende dal traffico dei motori di ricerca, che oggi l’intelligenza artificiale ha reso ancora più evidente.
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