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Manager/ Chi è Zhang Yiming, il miliardario cinese dietro TikTok (che litiga con l’Ue)

Il fondatore cinese di ByteDance, pur essendosi dimesso da CEO nel 2021, controlla ancora oltre il 50% dei diritti di voto della società madre di TikTok: ecco chi è

Manager/ Chi è Zhang Yiming, il miliardario cinese dietro TikTok (che litiga con l’Ue)

Manager / Chi è Zhang Yiming, il cinese dietro TikTok con un patrimonio di 45 miliardi di dollari

Nei giorni scorsi, la Commissione europea ha contestato in via preliminare a TikTok una violazione della legge sui servizi digitali (Dsa): secondo Bruxelles, le impostazioni della piattaforma continuano a esporre gli account dei più giovani a rischi come contatti indesiderati, cyberbullismo e comportamenti predatori. Nel mirino ci sono in particolare la visibilità dei profili minorenni, che di default possono essere resi “pubblici”, e i sistemi di raccomandazione dei contenuti. Se le contestazioni saranno confermate, la Commissione potrà imporre una sanzione fino al 6% del fatturato annuo globale della società – l’ultima di una serie di inchieste Ue su TikTok, che riguardano anche il design “che crea dipendenza” e i meccanismi di verifica dell’età, ancora in corso. Dietro la piattaforma più discussa dall’Ue c’è un solo uomo, cinese, che ne detiene ancora il controllo: Zhang Yiming.

Nato il 1° aprile 1983 nel Fujian, in Cina, Zhang è figlio unico di due dipendenti pubblici. Si laurea nel 2005 in ingegneria informatica all’Università Nankai di Tianjin, dove conosce anche la futura moglie. La sua carriera comincia nel 2006 come quinto dipendente e primo ingegnere del sito di viaggi Kuxun, di cui diventa direttore tecnico l’anno successivo. Nel 2008 passa a Microsoft, ma l’ambiente troppo strutturato lo spinge presto ad andarsene per unirsi alla startup Fanfou, che fallirà. Nel 2009, quando Kuxun viene acquisita da Expedia, Zhang ne rileva la divisione immobiliare fondando 99fang.com, la sua prima azienda, lasciata tre anni dopo quando intuisce la migrazione degli utenti dal computer allo smartphone.

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Nel 2012 fonda ByteDance. L’idea alla base è usare l’intelligenza artificiale per offrire agli utenti cinesi di smartphone contenuti su misura, in un mercato dove le app disponibili facevano fatica a farlo. All’inizio nessun investitore ci crede, finché Susquehanna International Group non decide di finanziare la startup. Nell’agosto 2012 nasce Toutiao, l’app di notizie di ByteDance, che in due anni supera i 13 milioni di utenti giornalieri: a quel punto anche Sequoia Capital, che aveva inizialmente rifiutato di investire, cambia idea e mette 100 milioni di dollari sul tavolo.

L’espansione internazionale

A differenza di molti altri imprenditori tecnologici cinesi, concentrati sulla crescita nel mercato interno, Zhang punta da subito all’espansione internazionale, modellando lo stile di gestione di ByteDance su quello delle grandi aziende tecnologiche americane, Google in testa. Nel settembre 2015 lancia Douyin, che in pochi mesi diventa un fenomeno globale con il nome di TikTok, e l’anno successivo ByteDance acquista per 800 milioni di dollari Musical.ly, integrandola nella piattaforma.

Non mancano le tensioni con Pechino: nel 2018 le autorità cinesi chiudono Neihan Duanzi, un’altra app di ByteDance, giudicata “incommensurabile con i valori fondamentali socialisti” e con un’implementazione “debole” del pensiero di Xi Jinping. Zhang si scusa pubblicamente e promette di “approfondire ulteriormente la cooperazione” con il Partito Comunista Cinese. Nel settembre 2020 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti lo definirà un “portavoce” del Partito.

Nel novembre 2021 Zhang si dimette dalla carica di amministratore delegato di ByteDance, lasciando il posto a Liang Rubo. Ma, secondo quanto riportato da Reuters, mantiene tuttora oltre il 50% dei diritti di voto della società: non è più lui a gestire l’operatività quotidiana, ma resta l’azionista che controlla davvero le decisioni strategiche del gruppo, TikTok compresa. Con un patrimonio stimato da Forbes attorno ai 45 miliardi di dollari, Zhang è diventato nel 2024 l’uomo più ricco della Cina, complice l’esplosione della popolarità globale di TikTok. È quindi lui, in ultima istanza, il responsabile di ultima linea delle scelte del gruppo, comprese quelle sulle impostazioni di sicurezza per i minori che oggi la Commissione europea giudica insufficienti.

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