Gli amministratori delegati delle societa’ del Ftse Mib, le maggiori quotate d’Italia, hanno guadagnato in media tra 1,77 milioni di euro e 1,85 milioni nel 2013. Una cifra leggermente inferiore rispetto al 2012, ma che registra anche un incremento del 26% dei bonus a breve termine, collegati alle performance, per un valore medio di 434 mila euro.
E’ quanto emerge dallo studio annuale sui compensi dei cda delle principali societa’ quotate sul mercato italiano realizzata da Mercer. Lo studio segnala una diminuzione fino al 34% delle retribuzioni assegnate ai presidenti non esecutivi, passate da una media di 400 mila euro a 265 mila euro, pur con grandi differenze all’interno del gruppo analizzato.
L’incremento dei bonus alle guide operative – sottolinea Mercer – trova riscontro nell’analisi della performance delle societa’ e dell’andamento dell’indice Ftse Mib (+14,15% in 12 mesi).
“Si e’ rafforzato il legame tra i compensi degli amministratori esecutivi e la creazione di valore. L’Italia mostra cosi’ un migliorato livello di ‘pay for performance’ in linea con le ‘best practice’”, commenta Marco Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia.
In termini di rappresentanza femminile, nel 2013 l’84% dei cda aveva donne in carica, ma sei aziende su 38 contavano solo uomini nel principale organo di governo. Su un totale di 534 amministratori, alla fine dello scorso anno 55 erano donne; solo 5 su 116 le rappresentanti ‘rosa’ tra i consiglieri esecutivi.
