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Economia
Renzi non convince i manager. "Predicato bene, razzolato male"

<<Renzi – dice Guido Carella, presidente Manageritalia, deluso dai più recenti passi del Governo, anche dopo la conferenza stampa di oggi sul programma dei 1.000 giorni – ha sinora predicato bene, ma razzolato male. Anche nella conferenza stampa di oggi niente di nuovo se non uno strumento di accountability>>.

<<Si vuole far passare l’immagine – continua Carella – di un Paese rinnovato nella politica, ma immobile e conservatore nelle sue varie classi dirigenti. Nulla di più falso! Le classi dirigenti, di certo nella loro componente meno salottiera e più sana, vogliono e chiedono il cambiamento, come peraltro tanti italiani, ma questo non arriva perché la politica non cambia. L’eliminazione delle province è al palo perché mancano volontà e decreti attuativi; la spending review, delineata in vari modi da Giarda a Cottarelli su sprechi e storture pubbliche, resta un’araba fenice; lo snellimento e la privatizzazione delle troppe aziende pubbliche locali pure. Insomma, diciamola tutta, la politica non si è rinnovata per nulla, se non con cambiamenti di mera facciata. Prova ne sia che i suoi bacini di consenso e potere, ma di sprechi e inefficienze per il paese (per esempio le province, le aziende municipalizzate ecc.) sono ancora tutti congelati, mentre si sta sciogliendo, questa sì come un gelato al sole, la speranza degli italiani di cambiare davvero e uscire dall’impasse e dal declino>>.

<<L’Italia – dice Carella – ha bisogno di meno chiacchere e più fatti, di un governo e una politica che restringano e di molto il loro raggio d’azione. Ha bisogno di una politica che faccia poche cose, ma buone. Soprattutto che sappia creare le condizioni e l’ecosistema adatto a favorire, e non a contrastare, il business. Vale peraltro la pena di ricordare al nostro premier che l’Italia non è solo brava a fare gelati artigianali, come da lui recentemente affermato e promosso. L’Italia, nonostante politica e burocrazia inette, è capace di prevalere con il made in Italy, ma anche nella ricerca e nell’innovazione. Per esempio in quella farmaceutica, come dimostra, ultimo, ma non per ultimo, l’unico vaccino per Ebola prodotto da un’azienda a chiara matrice italiana, che ha però dovuto andare a cercare finanziatori e sede, di fatto il necessario ecosistema, all’estero. Ecco, è su questi ed altri settori innovativi e ad alto valore aggiunto che dobbiamo puntare, non su aziende e business decotti>>.

<<Tante, troppe, sono le riforme – chiude Carella – sbandierate e mai fatte o mal fatte, anche perché discusse, come nel caso di quella dell’istruzione, al massimo con alcuni esponenti del suo partito, ma non con chi avrebbe tanto da dire e dare anche in chiave innovativa. Il premier è un uomo troppo solo al comando, con una squadra ristrettissima. Mancano competenze e dialogo con componenti importanti del paese. Certo, c’è fretta, ma si deve far bene e poi comunque finisce che non si fa nulla. Allora, il premier dica chiaramente dove stanno questi feroci oppositori al cambiamento. Perché il dubbio è che li abbia in casa, nel suo partito e nella maggioranza. E per non voler denunciare al Paese le cose come stanno, addossi colpe a tutti fuorché a se stesso e a questa politica come al solito inconcludente. Se Renzi questo cambiamento lo vuole davvero chieda l’appoggio degli italiani e lo avrà, come dicono chiaramente i risultati delle recenti elezioni europee.

Dopo di che si proceda, e subito, a snellire il peso della politica nella vita economica e sociale del Paese e ci si adoperi per creare le condizioni perché tornino fiducia e investimenti. Le poche riforme solo ventilate hanno in minima parte il seme di quello che serve per ripartire e di slancio. E se si devono dare corsie preferenziali, come quelle evidenti nelle recenti modifiche della prescrizione, le si diano in tema di burocrazia, giustizia, possibilità di finanziamento ecc. a quei settori, business e uomini, anche stranieri, che dimostrano capacità di sviluppare in campo economico quello che serve al Paese per uscire dal declino e correre verso crescita e innovazione>>.

Manageritalia www.manageritalia.it – (Federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato) rappresenta dal 1945 a livello contrattuale i dirigenti del terziario privato e dal 2003 associa anche a quadri e professional. Offre ai manager: rappresentanza istituzionale e contrattuale, valorizzazione e tutela verso la politica, le istituzioni e la società, servizi per la professione e la famiglia, network professionale e culturale. Promuove e valorizza il ruolo e il contributo del management allo sviluppo economico e sociale. Oggi Manageritalia associa oltre 35.000 manager: 23.000 dirigenti in attività che lavorano in 9.000 aziende, oltre a 7.000 dirigenti pensionati, e 2.000 quadri e 3.000 professional.

La Federazione è presente sul territorio nazionale con 13 Associazioni che offrono una completo sistema di servizi: formazione, consulenze professionali, sistemi assicurativi e di previdenza integrativa, assistenza sanitaria ai manager e alla famiglia, iniziative per la cultura e il tempo libero.

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