Il governo ha varato la Manovra, si tratta di una legge di bilancio da 26 miliardi complessivi, circa 13 di questi saranno in deficit grazie alla concessione dell’Ue. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti definisce la misura “seria” e il motivo è legato ai conti pubblici. La sua mossa politico-economica infatti ha un significato preciso in vista di una possibile uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo a Bruxelles in primavera e della campagna elettorale subito dopo. Il governo guarda quindi alle nuove elezioni con il doppio obiettivo di mostrare i conti in ordine agli elettori per ottenere la riconferma e poi poter mettere più soldi nella manovra del 2027.
Giorgetti ha dovuto fare i conti anche con una crisi energetica globale che sta mettendo in difficoltà tutto il mondo. Con i suoi collaboratori però il ministro – riporta Il Corriere della Sera – sottolinea un’altra convinzione: senza la guerra del Golfo — dice il ministro — l’Italia avrebbe incassato nuovi miglioramenti del rating delle agenzie di notazione; ciò poi avrebbe innescato nuove riduzioni del costo in interessi per lo Stato, più spazio di bilancio e credito più accessibile anche per famiglie e imprese, dunque più crescita. Invece le tensioni internazionali hanno generato l’opposto: due miliardi di euro in più di interessi sul debito quest’anno — rispetto alle stime di aprile — e tre miliardi e mezzo in più sul prossimo.
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