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Manovra, Conte: “Possibili altre risorse per il dialogo con l’Ue”. Ecco quali

La prima risposta del governo all’Ue. Altri 430 mln per la crescita. Esclusiva Affaritaliani.it

Manovra, Conte: “Possibili altre risorse per il dialogo con l’Ue”. Ecco quali
governo conte

Sulla manovra, il premier Giuseppe Conte ha parlato di “possibili altre risorse per il dialogo con l’Unione europea” al suo arrivo a Buenos Aires.

 

La prima risposta del governo all’Ue. Altri 430 mln per la crescita. Esclusiva Affaritaliani.it

430 milioni di euro spostati a favore degli investimenti e della crescita. E’ la prima risposta della maggioranza M5S-Lega all’Unione europea. Secondo quanto Affaritaliani.it ha appreso da fonti politiche che stanno lavorando in Parlamento alla definizione della Legge di Bilancio per il prossimo anno, al momento è stato deciso di attingere ai 250 milioni dall’articolo 90 della manovra e ai 180 dall’articolo 55, complessivamente 430 milioni aggiuntivi che il governo destinerà a favore di investimenti e crescita per cercare di venire incontro alle richieste della Commissione Ue. Si tratta di emendamenti che in Commissione Bilancio di Montecitorio sono stati per ora accantonati e quindi potranno poi essere approvati in sede di esame in Aula (o in Commissione). Come prima risposta a Bruxelles, quindi, non ci sarà salvo colpi di scena alcuna riduzione del deficit-Pil per il 2019 attualmente fissato al 2,4%.

Nel caso in cui dalla Commissione europea arrivasse una risposta negativa e una richiesta di ulteriori modifiche alla Legge di Bilancio, in seconda lettura, e quindi a Palazzo Madama, la maggioranza passerebbe al piano B ovvero al posticipo di uno o due mesi dell’entrata in vigore effettiva dei due provvedimenti chiave cari a M5S e Lega, il reddito di cittadinanza e la modifica della Fornero con l’introduzione di quota 100. Ogni mese di ritardo per ogni singola misura vale circa 1,5 miliardi e quindi 3 miliardi complessivamente, che diventano sei nel caso in cui l’entrata in vigore fosse posticipata di due mesi. Questi ulteriori fondi, come i 430 milioni trovati oggi, verrebbero tutti spostati a favore della crescita, sia in investimenti per la messa in sicurezza del territorio sia nella detassazione per le imprese, ad esempio riducendo il peso fiscale della mini-Ires e con sgravi su capannoni e macchinari.