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“Matisse. Il mondo in una stanza” per i 12 anni del Mudec di Milano

Oltre 110 cavalieri domenica 6 settembre hanno ricordato l’ultimo viaggio di San Francesco fra Assisi, Nocera Umbra, Valtopina e Spello

“Matisse. Il mondo in una stanza” per i 12 anni del Mudec di Milano
Henri Matisse, Jeunes filles au jardin (1919), Olio su tela, 54,5 x 65 cm, Musée des beaux-arts La Chaux-de-Fonds – LA CHAUX-DE-FONDS

Il MUDEC – Museo delle Culture di Milano celebra dodici anni di storia ed evoluzione consacrando le sue sale a un maestro indiscusso del Novecento. L’inaugurazione della mostra Matisse. Il mondo in una stanza segna un traguardo fondamentale per l’istituzione milanese, confermando la solidità di una formula di gestione pubblico-privata che si è trasformata in un vero e proprio modello virtuoso per il settore culturale.

Condivisa tra il Comune di Milano e 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE, questa sinergia ha dimostrato come la responsabilità della missione pubblica e la dinamicità della gestione privata possano integrarsi per generare valore e innovazione. A tracciare il bilancio di questo lungo percorso è Mirja Cartia d’Asero, Amministratore Delegato del Gruppo Il Sole 24 ORE, sottolineando la resilienza di un progetto capace di affrontare con successo anche le fasi più complesse, dalle chiusure forzate della pandemia alle recenti tensioni geopolitiche internazionali, che hanno rallentato i flussi dei prestiti tra musei.

In questo scenario, l’apporto gestionale e strategico si è rivelato determinante. “Un modello di collaborazione pubblico-privato può funzionare solo quando entrambe le parti hanno un interlocutore affidabile, un quadro di regole chiaro e una visione condivisa. Ed è stata proprio questa combinazione a consentirci di costruire, nel tempo, un progetto solido”, dichiara l’Amministratore Delegato.  

“Matisse. Il mondo in una stanza” per i 12 anni del Mudec di Milano

I dati registrati in questi dodici anni raccontano l’impatto straordinario di questa traiettoria: 57 mostre realizzate e oltre 3 milioni 144 mila visitatori complessivi, con 366.000 biglietti messi a disposizione gratuitamente grazie al sostegno dei partner istituzionali e privati.

Il museo ha saputo intrecciare un dialogo costante con il territorio, accogliendo 354.000 studenti e 249.000 visitatori afferenti ad associazioni e gruppi organizzati, affiancati da ben 28.000 attività didattiche e da una fitta programmazione di talk, conferenze, podcast e approfondimenti.

A sostenere questo ecosistema culturale sono stati più di 100 sponsor e oltre 600 aziende che hanno scelto gli spazi di via Tortona per eventi dedicati ai propri stakeholder. L’elemento propulsore di questo successo risiede nell’ampia proiezione internazionale portata in dote da 24 ORE Cultura, in grado di connettere Milano con i principali centri museali d’Europa e del mondo.

Come evidenzia l’Amministratore Delegato: “Se c’è un filo che lega tutto questo lavoro, è certamente l’internazionalità. Fin dall’inizio abbiamo voluto mettere il MUDEC in dialogo con le grandi istituzioni culturali di tutto il mondo […]. È stata una scelta precisa: non pensare al MUDEC come a un museo chiuso dentro i propri confini, ma come a una piattaforma internazionale capace di portare Milano nel mondo e il mondo a Milano”.  

“Matisse. Il mondo in una stanza” per i 12 anni del Mudec di Milano
Henri Matisse, Nu assis de dos (1918), Olio su tela, 62,2 x 47,1 cm, Philadelphia Museum of Art: The Samuel S. White 3rd and Vera White Collection, © Photograph courtesy of the Philadelphia Museum of Art.

È proprio in questa cornice cosmopolita che si inserisce Matisse. Il mondo in una stanza, l’ambizioso progetto espositivo promosso dal Comune di Milano Cultura e prodotto da 24 ORE Cultura in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza.

Realizzata grazie al sostegno di Unipol in qualità di Main Sponsor, di Turisanda1924 (Alpitour World), Enel e BPER Banca come sponsor, nonché affiancata da Trenitalia-Frecciarossa come treno ufficiale e ATM come partner tecnico, la mostra sarà aperta al pubblico dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 negli spazi di Via Tortona 56.

Curata da due autorevoli storiche dell’arte, Ellen McBreen e Chiara Gatti, l’esposizione ricompone l’intero itinerario creativo di Henri Matisse attraverso circa cento opere — tra dipinti, sculture, incisioni, disegni e carte ritagliate — messe in serrato confronto con oggetti, manufatti e tessuti etnici provenienti dalle sue collezioni personali e da istituzioni come il Musée du quai Branly di Parigi, il Museo delle Civiltà di Roma e il Museo Nazionale del Bargello di Firenze.  

Il percorso si sviluppa lungo otto sezioni tematiche atte a scardinare la lettura tradizionale del modernismo europeo, rivelando quanto la ricerca formale e cromatica del maestro sia stata plasmata dalle arti non occidentali.  

“Matisse. Il mondo in una stanza” per i 12 anni del Mudec di Milano
Henri Matisse, Jeune fille assise robe persane (1942), Olio su tela, 43 x 56 cm, Musée National Picasso, Parigi, Crediti foto: RMN – Grand Palais / Mathieu Rabeau / Dist. Foto SCALA, Firenze

Nella prima sezione, Anatomie creative, si indaga l’impatto delle sculture africane delle popolazioni Fang, Bamana e Pende, che l’artista iniziò a raccogliere nei primi del Novecento. Opere celebri come il bronzo La Serpentine (1909) dialogano qui con la statuaria del Mali, dimostrando come la scomposizione delle proporzioni umane e la sintesi dei volumi derivino da un attento studio di queste tradizioni figurative.  

Si passa poi a Icone ieratiche, dove emerge la lezione assorbita durante il viaggio compiuto a Mosca nel 1911. La monumentalità frontale, la sospensione dello spazio e la sacralità del tratto riflesse nelle icone russe medioevali e nell’arte bizantina riaffiorano nei dipinti realizzati durante i soggiorni in Marocco del 1912-1913, influenzando persino la sintesi grafica ritratta decenni più tardi sui volti della Cappella di Vence.  

La terza sezione, L’oriente ci ha salvati, restituisce la passione per l’estetica islamica esplosa dopo la visita alla grande esposizione di Monaco del 1910 e il viaggio in Andalusia. Il percorso mette in luce come tessuti ricamati, moucharabieh e tappeti dell’Asia centrale abbiano trasformato lo studio dell’artista in un teatro cromatico; qui si trovano il celebre dipinto Odalisque (1925), conservato al Museo del Novecento di Milano, e Roses safrano et cage de perruches (1924) dal Columbus Museum of Art.  

Con Un cast internazionale si accendono i riflettori sulle modelle arrivate nello studio di Matisse da diversi Paesi, tra cui la russa Lydia Delectorskaya e l’artista haitiana Carmen Lahens-Hélouis. Attraverso ritratti di grande raffinatezza come La Blouse bulgare (1920) e Jeune fille assise, robe persane (1942), la mostra restituisce a queste figure femminili il loro ruolo determinante quali catalizzatrici del processo creativo.  

“Matisse. Il mondo in una stanza” per i 12 anni del Mudec di Milano
Henri Matisse, Odalisque (1925), Olio su tela, 46 x 38,5 cm, Milano, Museo del Novecento, Collezione Jucker, © Copyright Comune di Milano. Tutti i diritti riservati. Foto Studio Marco Bertoli-Milano @studiomarcobertoli

La quinta e sesta sezione, Segni nello spazio vuoto e Sognare Tahiti, raccontano la maturità dell’artista e il suo legame con l’arte cinese e polinesiana. Attorno a un grande pannello in legno laccato cinese della dinastia Qing appartenuto a Matisse, i tratti a inchiostro di china dialogano con le geometrie astratte dei panni Kuba del Congo e dei tessuti Tapa dell’Oceania.

I ricordi del viaggio compiuto a Tahiti nel 1930 riaffiorano in bronzi iconici come Le Tiaré (1930) e Vénus à la coquille (1930-1932), evocando le suggestioni di una luce tropicale sedimentata nel tempo.  

Infine, le ultime sezioni La cappella di Vence e l’albero della vita e Confini liquidi guidano verso il coronamento della sua produzione. I disegni preparatori per Saint Dominique e le maquette dei paramenti sacri ritagliati in carta colorata mettono in luce la purezza raggiunta dall’artista, che culmina nei grandi arazzi serigrafati su lino Océanie, la mer e Océanie, le ciel (1946) e nel suo ultimo dipinto Femme à la gandoura bleue (1951), accostato alla scultura Nu debout: Katia (1950).  

“Matisse. Il mondo in una stanza” per i 12 anni del Mudec di Milano

A completare questa offerta espositiva vi è una proposta didattica articolata curata da Education 24 ORE Cultura, pensata per guidare ogni tipologia di pubblico. Dalle visite laboratoriali per la scuola dell’infanzia e primaria — come “I colori fanno il giro del mondo!” e “L’atlante delle piccole cose” — ai percorsi creativi per le scuole secondarie basati sulle gouaches découpées della celebre opera Jazz, fino alle lezioni in mostra e ai dibattiti sull’etica dell’esposizione dedicati agli studenti universitari.

Non mancano le iniziative serali tematiche, i turni dedicati alle famiglie per la creazione del “Paravento delle meraviglie”, i campus invernali per i più piccoli e specifici programmi di team building aziendale volti a esplorare la collaborazione attraverso la metafora dello spazio dell’atelier.  

Accompagnata dal catalogo pubblicato da 24 ORE Cultura, l’esposizione si prospetta come una tappa chiave nella stagione culturale milanese, offrendo uno sguardo rinnovato sulla storia dell’arte moderna e celebrando i dodici anni di un museo divenuto centro nevralgico di incontro tra le culture del mondo.

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