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Economia
Mattioli (Confitarma): Il Registro internazionale è lo strumento per crescere

Mantenimento del Registro internazionale, sviluppo della flotta, misure fiscali. Il futuro dello shipping nazionale si fonda su questi tre aspetti. Lo ha affermato oggi il presidente di Confitarma Mario Mattioli (nella foto, il secondo da destra) nel corso di una tavola rotonda su  “Shipowner’s vision of the future”, nell’ambito di Shipping & the Law, in svolgimento a Napoli per iniziativa dello studio Francesco Lauro. Mattioli ha affermato di essere ottimista riguardo ad una ripresa dei mercati marittimi che già nel 2017 hanno registrato un trend di crescita. Peraltro, il numero uno di Confitarma, ha affermato che affinché lo shipping italiano possa cogliere le opportunità dei mercati, è fondamentale che la flotta possa contare su uno strumento normativo fondamentale per garantire la sua competitività e cioè il Registro Internazionale Italiano, istituito in Italia nel 1998, in linea con gli orientamenti dell’Ue che miravano a restituire competitività alle flotte mercantili dei paesi membri e a rilanciare l’occupazione. “Il Registro internazionale si è rivelato uno strumento di grande successo per lo sviluppo dello shipping italiano. Ciò è dimostrato dal fatto che in venti anni la flotta è raddoppiata ed è una delle flotte di bandiera più importanti al mondo, ai primi posti tra quelle dei principali paesi industriali che fanno parte del G20”.

In proposito, Mattioli ha sottolineato che è assurdo classificare le misure a favore dell’armamento come sussidi ambientalmente dannosi motivando tale affermazione sul fatto che con il raddoppio della la flotta sono raddoppiate anche le emissioni inquinanti. “Tutti sanno che il trasporto marittimo è il meno inquinante per unità di merce trasportata, e comunque se la flotta mercantile italiana non sarà più in grado di competere sui mercati mondiali, di certo verrà soppiantata da altre marine, più competitive e potenzialmente più inquinanti”. In cima alle priorità per il numero uno di Confitarma vi sono dunque le tematiche ambientali che “condizionano fortemente l’impostazione della politica marittima”. L’altro obiettivo è fare dell’Italia un hub logistico e punto strategico di imbarco e sbarco per le “Silk Ships”, le navi che percorrono la nuova Via della Seta: per la sua posizione geografica e per la dotazione logistica e portuale può rivestire un ruolo di primo piano nella One Belt & One Road Initiative, ma sarà importante mettere a disposizione di un così imponente sistema commerciale una serie di porti efficienti per offrire davvero valide alternative di sbarco. Per non parlare degli appesantimenti burocratici che da sempre rallentano lo sviluppo dei nostri scali”.

Insomma, ha aggiunto, “nel gioco di domanda e offerta che si genererà sulla Via della Seta, le opportunità possono esserci anche per l’Italia, se finalmente il nostro Paese avrà l’intelligenza di dotarsi di un sistema logistico efficiente, pronto a rispondere. Ecco perché chiediamo, assieme all’intero cluster marittimo, un referente politico che abbia una visione integrata e, oltre allo shipping e ai porti, comprenda anche la logistica e tutte le altre componenti del sistema economico legato al mare”.

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