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Economia
Legge di Stabilità, nella notte arriva la fiducia del Senato al maxiemendamento

Il Senato ha approvato la fiducia sul maxiemendamento alla legge di stabilita' posta dal Governo, intorno alle 4,35 del mattino con 162 si', 37 no. Nessun senatore si e' astenuto.

La lunga maratona notturna si e' conclusa poi con il 'disco verde' al ddl Bilancio che e' arrivato alle 5.30. La manovra torna da oggi alla Camera per l'approvazione definitiva.

UNA GIORNATA MOLTO LUNGA - Poco prima il viceministro all'economia, Enrico Morando, a margine dei lavori in Senato, aveva ammesso che dal maxiemendamento potrebbero uscire le norme senza adeguata copertura. "Se dovessero esserci norme nel testo approvato che a una valutazione approfondita risultino finanziariamente esposte tali da sottolineare il carattere di norma scoperta il governo intende espungerle", ha detto. "Per quello che riguarda il contenuto del maxiemendamento - ha proseguito Morando - sara' sostanzialmente quello votato in commissione con qualche aggiunta". E poi su eventuali modifiche dell'ultima ora da parte del governo ha affermato: "No, aggiunte di nuovi argomenti non ci saranno. Poi - ha puntualizzato - sono il presidente del Consiglio e il governo che decidono i testi".

Intanto, sindacati sul piede di guerra contro la legge di stabilità. I sindacati sono pronti a continuare l'occupazione delle Province per protesta, stando a quanto si legge in una nota. "Oggi la mobilitazione si estende a tutte le Province italiane, e senza un intervento del Governo, un passo indietro su provvedimenti dannosi e insensati, non si fermerà", scrivono Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Giovanni Torluccio, Segretari Generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl. I sindacati sottolineano il rischio di esuberi per 20mila lavoratori a tempo indeterminato e del licenziamento per oltre 2mila precari e "i pesanti tagli" previsti dalla legge di stabilità. E si attende per oggi il voto sul maxi emendamento del governo.
 
"Chiediamo al Parlamento di evitare il peggio, alle Regioni di fare la loro parte", prosegue il comunicato. I tagli, spiegano i leader sindacali della P.a., "mettono a rischio il funzionamento dei servizi di area vasta, dalla sicurezza scolastica alla tutela ambientale, passando per la viabilità e le politiche attive sul lavoro. Una mobilitazione cresciuta in queste settimane e che oggi raggiungerà il suo apice in tutto il Paese, dopo le prime occupazioni di ieri". "Chiediamo un riordino vero. Ma il Governo abbandoni certi toni. Ognuno - concludono Dettori, Faverin e Torluccio - faccia la propria parte. Ma senza un dialogo vero la mobilitazione continua".

La replica del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, graziano Delrio: "Il personale delle province non
rimarrà per strada ma verrà assorbito tramite blocco di tutte le assunzioni in tutte le amministrazioni dello Stato e affini". Nel maxiemendamento alla legge di stabilità, continua Delrio, ci sarà un "elemento di certezza e non d'incertezza come qualcuno ha erroneamente sottolineato".

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