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Rivoluzione Mcdonald’s. Contro gli sprechi Big Mac “in un minuto”

Rivoluzione Mcdonald’s. Contro gli sprechi Big Mac “in un minuto”
Mcdonal’s Big Mac
Tempi duri per McDonald’s. Dopo l’addio dell’amministratore delegato e presidente Don Thompson, la catena di fast food corre ai ripari e punta sul gusto e sugli sprechi per battere la concorrenza. La rivoluzione parte dai tempi di consegna del panino, perché “ogni minuto conta”. Arriva il Big Mac “in un minuto”

Tempi duri per McDonald’s. Dopo l’addio dell’amministratore delegato e presidente Don Thompson, che ha lasciato il gruppo dopo meno di tre anni al vertice, culminati con il primo calo annuale in 12 anni delle vendite nei ristoranti americani aperti da almeno un anno, la catena di fast food corre ai ripari e punta sul gusto e sugli sprechi.

La rivoluzione parte dalla cucina e dai tempi di preparazione. La catena di fast food in Francia punta a preparare Big Mac e McChicken Royal Deluxe, panini di punta, solo quando il cliente li ha effettivamente ordinati. Uno dei punti forti è ovviamente la freschezza e qualità dei prodotti alimentari venduti, in particolare ciò che conta sono i tempi di consegna di un panino, “ogni minuto conta”. Una volta preparati e messi nei propri contenitori, i panini sono posizionati su di un espositore chiamato bin. Se i panini restano invenduti per più di 10 minuti, vengono ritirati dalla vendita per garantire la qualità del loro gusto. Le patatine fritte non vengono conservate per più di 7 minuti. Questa la politica del ristorante. L’obiettivo? Ridurre lo spreco di cibo.

CONTI IN ROSSO – Gli utili netti della catena l’anno scorso sono scesi di quasi il 15% a 4,76 miliardi e le azioni McDonald’s sono praticamente rimaste invariate da quando Thompson è diventato numero uno. Nello stesso arco temporale il Dow Jones, indice principale di Wall Street, è salito del 36%. Un quadro ben diverso da quello da lui trovato quando salì al vertice: nel luglio 2012 la società famosa per i suoi archi dorati aveva all’attivo 106 mesi consecutivi di vendite in crescita nei ristoranti americani aperti da almeno un anno. “E’ difficile dire addio alla McFamily ma c’è il momento e la stagione per tutto”, ha detto l’uscente numero uno (il primo afro-americano) in una nota.