“Spero che Berlusconi resti azionista, quello che gli ho suggerito e’: ‘Se puoi, non vendere; e’ un investimento che secondo me dara’ soddisfazioni in futuro”. Ennio Doris, ad del gruppo Mediolanum parla a tutto campo con i giornalisti, prima dell’avvio della Convention di Banca Mediolanum di cui e’ presidente e circa la vendita della partecipazione Fininvest in Mediolanum eccedente il 10% imposta da Banca d’Italia a Silvio Berlusconi aggiunge: “Dobbiamo aspettare che si pronunci il Tar il 22 aprile sul ricorso di Berlusconi ma poi le parti potranno ricorrere al Consiglio di Stato e, quindi, secondo me i tempi saranno un po’ lunghi. Noi aspettiamo le decisioni di Bankitalia e magistratura e ci adegueremo a quello che ci dicono di fare. Speriamo che ce lo dicano rapidamente”.
“Nessun colloquio con partner su patto, restera’ zoccolo duro” – “Io non ho avuto colloqui con nessun altro partecipante al patto” di Mediobanca. L’amministratore delegato e fondatore del gruppo Mediolanum, Ennio Doris, risponde cosi’ ai giornalisti che da Pesaro, dove parte la due giorni di Convention di Banca Mediolanum, gli chiedono di ipotesi di scioglimento del patto di sindacato in Mediobanca per settembre. “Il nostro investimento e’ stato ed e’ tuttora un investimento strategico e soddisfacente”, ha aggiunto Doris che si e’ detto convinto che, comunque “uno zoccolo duro restera’”.
“Management giovane e di ottimo livello” – Mediobanca “ha un management di ottimo livello ed e’ guidata da gruppo giovane. Sono soddisfatto dell’investimento”. Lo ha detto il fondatore ed a.d. di Mediolanum, Ennio Doris, parlando con i giornalisti della sua quota del 3,45% in Mediobanca.







