Mediolanum, pressing di Bankitalia. Fininvest scenda al 9,9% - Affaritaliani.it

Economia

Mediolanum, pressing di Bankitalia. Fininvest scenda al 9,9%

Il Biscione deve ottemperare alla richiesta di Banca d'Italia entro 18 mesi, ma la famiglia Berlusconi annuncia un nuovo ricorso

Bankitalia rilancia e intima a Fininvest di scendere sotto il 10% di Mediolanum. Cosi', proprio nel giorno in cui il potenziale acquirente cinese del Milan Yonghong Li mette piede nel capoluogo lombardo per concludere la trattativa sull'acquisto del club rossonero, Fininvest rischia di perdere un altro pezzo del suo impero. In gioco e' di nuovo il 30,12% detenuto da Via Paleocapa in Banca Mediolanum insieme alla famiglia Doris (29,63% Ennio e 6,73% la moglie Lina Tombolato), con cui vige un patto di sindacato che assicura ai due soci il controllo congiunto del gruppo. Secondo Bankitalia, che lo sostiene dall'ottobre del 2014 a causa della condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale, Fininvest deve liberarsi della quota eccedente il 10%.

E lo deve fare entro 18 mesi a partire da ieri, data in cui il provvedimento e' stato notificato. Bankitalia e' tornata alla carica dopo lo stop ricevuto dal Consiglio di Stato il 4 marzo 2016 a seguito di un ricorso di Fininvest. Questa volta pero' Via Nazionale parte dall'analoga richiesta fatta dalla Bce nell'ottobre del 2016, contro cui Fininvest fece ricorso davanti alla Corte Ue, da cui attende ancora una risposta. Da qui la decisione del Biscione di ricorrere nuovamente contro l'attivismo di Bankitalia, precisando che l'ultimo provvedimento "e' stato emanato in pendenza del giudizio di impugnazione della decisione della Banca Centrale Europea proposto dinanzi al Tribunale dell'Unione Europea".

Fininvest ricorda, tra le motivazioni a suo sostegno, anche "i giudizi di impugnazione di tutti gli atti compiuti dalla Banca d'Italia" che sono stati proposti "dinanzi al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato". Quanto alla famiglia Doris, guarda alla vicenda "con serenita'" secondo Massimo, amministratore delegato della banca. "Il mercato non ha nulla di cui preoccuparsi", ha aggiunto spiegando che "la situazione al momento rimarra' stazionaria e Fininvest continuera' a tenere il suo 30 e rotti per cento". Anche la Borsa non si e' scomposta piu' di tanto: il titolo ha chiuso in calo dello 0,80% a 6,82 euro, facendo meglio di tanti altri titoli bancari.

"Attendiamo di vedere gli sviluppi dei ricorsi - ha affermato ancora Doris - ed e' difficile dire come andranno a finire questi procedimenti, la prima volta e' andata a finire bene per Fininvest". In ogni caso, qualora il Biscione fosse costretto a vendere, i Doris sarebbero "pronti a rilevare fino al 5%", mentre sulla quota rimanente "ci sono molti investitori istituzionali interessati a rilevarne blocchi".

In attesa che Fininvest proceda con la cessione, Bankitalia ha disposto anche la sospensione dei diritti di voto relativi alla "quota eccedente" ancora in mano di Fininvest e ha intimato l'astensione di quest'ultima dalla partecipazione a patti di sindacato. Un copione gia' scritto ai tempi della prima disposizione di Bankitalia, annullata poi dal Consiglio di Stato.