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Mercati/ Letta resiste? Piazza Affari brinda e lo spread scende. Mediaset fa +5,5%

 



 

mediaset

Enrico Letta sarà in grado di trovare i numeri in Parlamento per proseguire la sua “esperienza al governo”, come la chiama lui stesso. E’ questa la convinzione dei mercati, almeno a giudicare dall’andamento di Piazza Affari; e in questa direzione va l’invito di Angelino Alfano, che strappando apertamente con i falchi e con Berlusconi ha invitato a dare la fiducia al governo. E così il Ftse Mib decolla nel finale e chiude, dopo una giornata sempre positiva, sui massimi a quota 17.977 punti, con una rialzo del 3,11% che le vale la maglia rosa in Europa.

La Borsa Italiana scommette cosi’ sulle aspettative che il governa Letta abbia la fiducia per andare avanti. All Share +2,84% a 19.005 punti. Acquisti copiosi su finanziari e bancari in particolare, ma anche sui principali industriali e gli energetici. In evidenza Mediaset, oramai termometro delle ripercussioni politiche e Piazza Affari: le azioni del Biscione hanno chiuso a +5,53% e 3,166 euro per azione.

Borsa Affari (3)

Tra le banche, Unicredit ha guadagnato il 5,65%, Mediobanca +4,07%, Intesa Sanpaolo +5,7%, mentre Generali, per quanto riguarda gli assicurativi, ha chiuso con un +2,37%. In evidenza energetici (Eni +2,01%, Enel +3,46%, Saipem +1,93%) e industriali: Fiat +4,41%, Pirelli +2,75%, Finmeccanica +6,15%. Telecom Italia, in attesa del cda del tre ottobre, ha piazzato un altro progresso del 5,16% a 0,6415 euro. Autogrill a +7,91% nel giorno in cui ha dimezzato il proprio valore (6,26 euro per azione) per effetto dello scorporo di Wdf e del debutto in Borsa di questa che si e’ chiuso a 7,9 euro per azione, a fronte dei 7,2 euro del prezzo di collocamento. Infine CnhI, la societa’ nata dalla fusione tra Fiat Industrial e Cnh Global, ha guadagnato il 2,11% all’indomani del passo falso nel primo giorno di contrattazione del nuovo titolo.

Anche sul versante dello spread la reazione, seppure si sia registrato un rialzo negli ultimi giorni, è stata più contenuta che in passato. Merito, ricordano dalle sale operative, anche dell’intervento annunciato ormai un anno fa da Mario Draghi, che ha aperto l’ombrello protettivo (finora mai effettivamente utilizzato) sui titoli di Stato dei Paesi periferici. E così il differenziale di rendimento tra Btp e Bund – complice un cambio tecnico del titolo di riferimento cala fino a 264 punti rispetto ai 280 dell’apertura.