
Lo scudo della Bce, le aspettative di un taglio dei tassi d’interesse in Eurolandia da parte di Mario Draghi e le politiche monetarie espansive di Federal Reserve e della Bank of Japan, che pompano liquidità a iosa, non fanno percepire ai mercati il rischio Italia. E così il Tesoro di Vittorio Grilli fa il pieno in asta dei titoli di Stato, collocando Bot a 3 e 12 mesi con domanda in aumento e un calo dei rendimenti.
C’è di più: sulla scadenza più breve, 3 miliardi di titoli assegnati è stato toccato il minimo storico allo 0,243% dallo 0,765% dell’asta di ottobre 2012. Venduti anche tutti gli 8 miliardi di titoli italiani a un anno con un rendimento medio calato allo 0,922% dall’1,280% di marzo. In attesa che domani vengano collocati Btp a 10 anni, a dimostrazione che gli investitori non percepiscano il rischio-Italia è in diminuzione e lo spread, il differenziale di rendimento tra i titoli italiani e tedeschi, è in contrazione sotto la soglia dei 305 punti.
Tirano un sospiro di sollievo le borse del Vecchio Continente a cominciare da Milano. Piazza Affari chiude tonica una seduta positiva, con rally sul finale. L’indice Ftse Mib ha segnato un +3,19% a 15.928 punti, mentre l’All Share ha guadagnato il 2,94%. Maglia rosa del paniere principale Mps (+14,73%). Ma è l’intero comparto bancario a correre.
Oltre Oceano, in attesa della Minute della Fed che confermerà il suo piano di acquisto mensile di gov-bond, oggi dagli Stati Uniti sono attesi i dati sull’accensione dei nuovi mutui. Non preoccupa, invece, il calo della bilancia commerciale della Cina in deficit di 664 milioni di dollari a marzo, a fronte di un atteso surplus di 15,4 miliardi di dollari anche perché l’export avanza del 10%, contro il +14,1% dell’import, a dimostrazione che la domanda interna comincia a guidare l’economia. In serata, infine, la presentazione della proposta di budget Usa da parte del presidente degli States Barack Obama.
