La fronda lombarda nella Lega contro la linea di Matteo Salvini diventa sempre più esplicita. Dopo il direttivo regionale di via Bellerio, nel quale una parte consistente dei dirigenti avrebbe chiesto un cambio profondo nella gestione e nella linea politica del partito, a intervenire ora è Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia e figura di primo piano del Carroccio lombardo.
Le sue parole, affidate a un’intervista all’Adnkronos, vanno oltre la richiesta di una semplice correzione di rotta. “Io credo che la situazione sia più grave rispetto a ciò che leggo sui giornali, io credo sia a rischio la sopravvivenza della Lega”, afferma Guidesi, che cita non soltanto i sondaggi ma anche “i dati del tesseramento e della presenza a eventi e assemblee”.
Secondo l’assessore lombardo, il partito deve affrontare apertamente i nodi che negli ultimi anni hanno alimentato divisioni interne: “Mi pare evidente ci si debba chiarire su tante cose: dalla linea sull’economia a quella sull’Europa, ai temi etici, al federalismo, al regionalismo, al sindacalismo territoriale, al liberalismo, alle competenze rispetto alle preferenze, compatibilità tra ruolo di partito e ruolo di governo e su tutte alla convivenza all’interno del partito tra rappresentanti del Nord e del Sud”.
Guidesi: “Non si può fingere che tutto vada bene”
Il punto centrale, per Guidesi, è che il congresso celebrato dal partito non può essere considerato sufficiente a chiudere il confronto. “Non si può dire ‘abbiamo fatto un congresso’ e fingere che tutto vada bene“, osserva. Da qui la proposta di una sorta di rifondazione interna: “La cosa migliore sarebbe fermarsi, confrontarsi, capire quale possa essere la soluzione con la disponibilità di tutti all’azzeramento dei ruoli interni al partito partendo dall’alto sino alla sezione più piccola”.
Guidesi indica quindi tre passaggi: “Azzeramento di tutte le cariche, revisione di statuto e regolamenti e assemblea programmatica per poi ripartire”. Una richiesta che non viene formulata come attacco personale a Salvini, ma come necessità di superare le contrapposizioni interne. “Se vogliamo salvare la Lega tutti dobbiamo essere disponibili a questo superando i personalismi”, aggiunge.
L’assessore rivendica anche una posizione interna difficilmente riconducibile a uno dei due campi. “Per alcuni sono parte dell’ondata salviniana, invece per gli ultras salviniani sono un nordico nostalgico. La verità è che la Lega è casa mia“, afferma, ricordando di essersi già dimesso dal Parlamento per concentrarsi sull’attività in Regione Lombardia. Il messaggio più netto arriva però sul futuro del partito: “Se invece c’è qualcuno che tiene solo al proprio sedere sappia che avanti a far finta di nulla tra un po’ sedie dove sedersi non ce ne saranno più”.
La richiesta di tornare al territorio e al federalismo
Il ragionamento di Guidesi investe anche l’identità politica della Lega. In Lombardia, sostiene, il partito dovrebbe tornare “a essere e rappresentare, anche a livello sindacale, un territorio, le esigenze del territorio e gli interessi del territorio”. È questo, secondo l’assessore, il patrimonio storico del movimento: la rete degli amministratori locali, dei sindaci e dei governatori. “Sono estremamente convinto che su questo bisogna riprendere e investire, invertendo un po’ la rotta degli ultimi tempi”.
Al centro torna così anche il federalismo. Per Guidesi “il vero avversario continua a essere il centralismo”, considerato “nemico dello sviluppo” e della crescita economica. La Lega, sostiene, dovrebbe tornare a dare “priorità” al decentramento e alla rappresentanza territoriale. E non manca una critica anche all’azione dell’esecutivo: “Purtroppo c’era bisogno anche in questo governo di una maggiore azione da questo punto di vista”.
Tra gli esempi indicati c’è quello delle Province, trasformate in enti di secondo livello. Per Guidesi il risultato non ha prodotto i risparmi promessi e ha ridotto la qualità dei servizi. Un partito territoriale, sostiene, dovrebbe dunque battersi anche per il loro ripristino.
Dal direttivo lombardo le critiche alla leadership di Salvini
Le parole di Guidesi arrivano dopo il confronto molto acceso emerso nel direttivo regionale lombardo della Lega. Secondo le ricostruzioni emerse nei giorni scorsi, almeno una ventina dei 31 interventi nella riunione sarebbero stati critici verso l’attuale linea del partito. Cinque dirigenti avrebbero chiesto apertamente un passo indietro di Salvini: l’ex deputato Daniele Belotti, il segretario provinciale di Bergamo Fabrizio Sala, la segretaria bresciana Roberta Sisti, il sindaco di Pertica Alta Giovannimaria Flocchini e quello di Travagliato Renato Pasinetti.
Una posizione critica sarebbe stata espressa anche dalla deputata Simona Bordonali. Nel fronte che chiede una revisione della linea si collocano inoltre, con toni diversi, il presidente della Lombardia Attilio Fontana e il coordinatore regionale e capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo.
Fontana non avrebbe chiesto direttamente le dimissioni di Salvini, ma avrebbe sollecitato un allargamento della leadership e un “passo di lato” del segretario, mentre Romeo ha parlato della necessità di un “profondo rinnovamento” e di una gestione più collegiale. A difesa di Salvini si sarebbero invece espressi, tra gli altri, la ministra Alessandra Locatelli, Luca Toccalini, Alessandro Corbetta e Paolo Formentini. Roberto Calderoli avrebbe ricordato che il congresso del partito si è svolto soltanto un anno fa e che quella sarebbe stata la sede per contestare la leadership.
Il confronto si sposta verso Pontida
La discussione interna è destinata a proseguire nelle prossime settimane. L’8 e il 9 settembre è previsto un appuntamento alle Officine Farneto di Roma, mentre il 20 settembre si terrà il tradizionale raduno di Pontida. Proprio Pontida potrebbe diventare il momento in cui misurare la consistenza della contestazione proveniente dal Nord e capire se dalle critiche nascerà una vera area organizzata alternativa alla linea del segretario.
Al momento non emerge un candidato in grado di sfidare direttamente Salvini per la guida del partito. Il tema immediato sembra piuttosto quello indicato anche da Guidesi: ridefinire linea, identità e assetti interni della Lega, con una richiesta sempre più insistente che arriva dalla Lombardia di tornare a mettere al centro territorio, federalismo e gestione collegiale.

