| TITOLI STATO: COLLOCA 4,8 MLD BTP, TASSO A 3 ANNI CALA A 2,33% – Il ministero dell’Economia ha collocato 4,826 miliardi di Btp con scadenze a 3 e 30 anni, rispetto a un target di 5 miliardi di euro. Il tasso dei 3,386 miliardi di euro di titoli con scadenza a tre anni scende al 2,33% dal 2,38% della precedente asta. La domanda e’ 1,34 voltel’offerta. Collocati anche 1,461 miliardi di euro di titoli con scadenza a 30 anni. Il rendimento sale dal 4,985% al 5,19%. La domanda e’ 1,3 volte l’offerta. Complessivamente sono stati collocati 6,35 miliardi di euro di titoli, compresi 1,5 miliardi di euro di Ccteu. |
Piazza Affari chiude invariata con l’indice Ftse Mib che si ferma a 15.677 punti, mentre l’All Share cede lo 0,07%. Dopo una prima parte di seduta tonica, sulla scia delle parole del presidente della Fed, Ben Bernanke, che ieri ha sottolineato come l’economia statunitense abbia ancora bisogno di una politica monetaria accomodante, gli indici hanno azzerato i guadagni a meta’ seduta e proseguito sul filo della parita’, con un volume di scambi molto moderato. In chiusura, sopra i 286 punti lo spread Btp-Bund, malgrado il buon esito dell’asta dei titoli di Stato. Sul paniere principale milanese, contrastati bancari, energetici e industriali. Fuori dal Ftse Mib, rally di Maire Tecnimont; in calo Rcs.
Tra gli istituti di credito, continua la corsa di Bpm (+3,24%) all’indomani delle parole del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che e’ tornato a chiedere la trasformazione in spa delle banche popolari di maggiori dimensioni. Positiva, ma con guadagni significativamente piu’ contenuti, Mediobanca (+0,76%) con il ‘buy’ di Citi in avvio di copertura. Ok Intesa sp (+0,39%), giu’ Unicredit (-0,77%) ed Mps (-0,42%). Nell’energia, bene Eni (+1,21%) e Saipem (+0,90%); segno meno per Enel (-0,41%). Tra gli industriali, Fiat -0,94% e Pirelli -1,23%. Rimbalza Mediaset (+2,35%). Fuori dal Ftse Mib, corre Maire Tecnimont (+20,06%) dopo l’annuncio di nuovi ordini all’estero per 137 milioni; in calo Rcs (-0,93%), che ha collocato stamane l’11% del capitale post ricapitalizzazione, nel secondo giorno dell’asta dei diritti sull’aumento rimasti inoptati, ma non e’ ancora nota l’identita’ degli acquirenti.
