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Mercati, “il governo ha assolutamente ragione. Stereotipi contro l’Italia”

Intervista a Mario Spreafico, direttore investimenti Banca Leonardo – Credit Agricole Induseuez Italia

Mercati, “il governo ha assolutamente ragione. Stereotipi contro l’Italia”
DEF, MERCATI FINANZIARI E REAZIONI DELLA COMMISSIONE EUROPEA – Intervista di Affaritaliani.it a Mario Spreafico, direttore investimenti Banca Leonardo – Credit Agricole Induseuez Italia

Come valuta quanto accaduto sui mercati finanziari dopo la presentazione del Def da parte del governo?
“E’ stata una reazione essenzialmente esagerata sulla base di informazioni parziali”.

spreafico                                   Mario Spreafico
 

Cioè?
“E’ stato comunicato solo un numero senza dettagli. Per la prima volta è stato fornito un target di deficit/Pil che supera le richieste dell’Unione europea, ma i mercati hanno avuto le reazioni che conosciamo senza conoscere i particolari, i numeri e le eventuali implementazioni. Non è possibile dare un giudizio senza sapere i contenuti”.

Poi sono arrivati anche i siluri della Commissione europea…
“Una presa di posizione, quella dell’Europa, sicuramente esagerata. Con il Def sono state date le linee guida sulle riforme da attuare ma, ad esempio, non è stata ancora spiegata la differenza tra la spesa per investimenti e quella in deficit. E’ fondamentale capire i dettagli per comprendere la bontà della manovra del governo. Basarsi solo su un numero teorico non ha senso. Quella dei mercati è stata un’esagerazione e sembra che scontino il fatto che il governo per principio voglia essere contro l’Europa e contro l’euro. Una grandissima confusione e c’è stata anche una presa di posizione culturale”.

Ovvero?
“Negli ultimi dieci anni, dalla crisi greca in poi, siamo stati abituati a guardare i numeri della Commissione europea come se fossero dei dogmi. Ma su che base si fissa un target dell’1,6% indipendentemente da tutto? E su che base si afferma che non si può fare spesa per investimenti e crescita perché il debito pubblico è alto?”.

Un modo di ragionare vecchio…
“Esatto. Si ragiona con schemi arcaici senza tenere conto che nel frattempo il mondo sta cambiando”.

Trump insegna…
“Gli Stati Uniti sono un mondo diverso, vero, ma sono pur sempre la locomotiva del mondo. E prima dell’elezione di Trump molti parlavano di disastro possibile, ora le politiche del presidente americano – che certamente stanno creando disequilibri nell’economia mondiale con la guerra dei dazi – stanno favorendo l’economia domestica come dimostrano Wall Street, il dollaro e la crescita del Pil. Quindi Trump ha le sue ragioni”.

In Europa invece…
“Come mai se nell’Ue qualcuno vuole fare una politica espansiva come quella Usa deve essere additato come colui che vuole distruggere la rigidità delle regole dell’Unione europea? Non ne vedo il motivo”.

E comunque gli altri Paesi Ue non hanno molto da insegnare…
“La Francia ha presentato un Def che sfora il target previsto per varare una manovra espansiva. E’ vero che Parigi ha un debito più basso ma è vero anche che Macron intende rilanciare l’economia. E se non ci danno la possibilità di rilanciare la crescita continueremo a vivere nei limiti della rigidità Ue che non ci consente di risolvere il problema del debito dal lato della crescita”.

Sette anni di austerity e il debito pubblico è aumentato…
“Certo, non è sceso, ma non era previsto che scendesse per il semplice motivo che quelle manovre di austerity hanno creato difficoltà alla crescita. Tutto ciò spiega perché si deve avere più coraggio. E per tutti questi motivi sono assolutamente d’accordo con quello che propone il governo Conte”.

Anche con il reddito di cittadinanza?
“Quando si parla di reddito di cittadinanza occorre spiegare e capire gli effetti di questa spesa pluriennale sulla crescita economica. Mancano ancora i dettagli di quello che vogliono fare e quello che proprio non mi piace è il pregiudizio verso l’Italia”.

Si spieghi meglio…
“I mercati si muovono in base a stereotipi, come se i grandi numeri messi lì dalla Commissione fossero dei dogmi. E non dimentichiamoci che nel 2019 ci sono le elezioni europee e quindi è ovvio si utilizzi il Def, come l’immigrazione, in modo strumentale. Mercati e Ue fanno finta di non vedere cosa è accaduto con Trump e con la Brexit. La reazione sui mercati di questi giorni e le dichiarazioni della Commissione ci fanno capire come, purtroppo, si continui a lavorare con gli stereotipi del passato nonostante il mondo stia cambiando”.