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Economia
Il ralenty cinese spaventa le borse.Piazza Affari ko con le banche

Il rallentamento dell'economia cinese e il ritorno sotto i riflettori della questione del debito federale statunitense rendono nervosi gli investitori che in Europa preferiscono vendere i titoli azionari. E così è un lunedì nero sulle borse del Vecchio Continente e, soprattutto, a Piazza Affari dove a fine seduta il Footsie Mib ha ceduto il 2,63% e ha conquistato la maglia nera.

I listini sono andati male per tre motivi. In mattinata sono arrivati dati macro negativi dalla Cina (Pmi servizi è sceso a gennaio a 53,4 punti da 54,6, l'andamento peggiore negli ultimi 5 anni); lindice Ism che misura l'andamento del settore manifatturiero negli Stati Uniti a gennaio è calato più del previsto a 51 punti da 56,5 punti. A questo clima macro negativo si è aggiunto un clima generale da storno dopo le recenti accelerazioni. Ha fatto eccezione la borsa di Atene che ha chiuso in controtendenza, registrando un +2,65%, con l'Indice Athex a 1.208,14 punti.

In Europa, le vendite hanno colpito un po' tutti i settori con in testa auto e banche, le prime alla luce dei dati sulle vendite in Francia e di Gm e Ford, in attesa di quelli italiani, le seconde per gli accantonamenti dei Lloyd's e in vista degli stress test.

Infine, negli Stati Uniti i riflettori sono tornati sulla questione del debito pubblico, dopo che la Fed la scorsa settimana ha ridotto di ulteriori 10 miliardi dollari di dollari gli acquisti mensili di asset, aumentando i timori sulla tenuta dei paesi emergenti. Oggi il segretario americano al Tesoro, Jacob Lew, ha spiegato al Congresso Usa che è necessario alzare il tetto al debito pubblico entro la fine del mese in corso, in modo da evitare il default degli Stati Uniti. In settimana gli occhi sono puntati sull’indice Adp, le richieste di sussidi di disoccupazione e i dati sul mercato del lavoro.

A Piazza Affari, tra i bancari Unicredit ha perso il 3,94%, Mediobanca -3,15%, Banco Popolare, addirittura sospesa per eccesso di ribasso, ha lasciato il 6,99%. Piu' contenuto il calo di Intesa Sanpaolo (-2,89%) nel giorno in cui il Financial Times ha scritto che l'istituto starebbe valutando la costituzione di una 'bad bank' in cui far confluire i crediti deteriorati. Tra gli altri finanziari, Generali -2,49%. Fiat ha perso il 3,52%, mentre, tra gli altri industriali a maggior capitalizzazione, Finmeccanica ha archiviato la sessione con un -3,22% e Pirelli, con un calo piu' contenuto, ha segnato -0,33%. Telecom Italia, in vista del cda del 6 febbraio, ha lasciato il 3,03%. Negativi anche gli energetici: Eni -2,02%, Enel -2,89%.

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