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Economia
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di Paolo Fiore
twitter@paolofiore

Nessuno scossone. Se un anno fa la Commissione europea avesse criticato la Legge di Stabilità definendola "insufficiente", sui mercati sarebbe scoppiato il caos. E invece lo spread è rimasto imperturbabile, ancorato sotto quota 240. Il vento è cambiato?

"Quello della Commissione mi sembra un giudizio affrettato", afferma ad Affaritaliani.it Mario Spreafico (nella foto), direttore investimenti di Schroders. "Innanzitutto perché il testo della Legge di Stabilità non è ancora stato approvato definitivamente. Sono possibili alcune modifiche. Il giudizio, quindi, è stato fatto su una bozza. E poi è importante sottolineare che i numeri sono sotto controllo. L'Ue non ha da lamentarsi da questo punto di vista. Si tratta solo di aggiustamenti". Merito dei fondamentali italiani se i mercati non si scompongono? "Merito anche di altre due cose", prosegue Spreafico. "Primo: il cambiamento dell'atteggiamento dell'Unione europea, che ha fatto qualche piccolo passo avanti. L'Italia è uscita dalla procedura d'infrazione. Bocciarla sarebbe un controsenso. Secondo: l'intervento di Mario Draghi". Le ripercussioni sui titoli di Stato saranno deboli? "Saranno assenti", conclude l'analista.

Lo dimostra l'andamento dello spread. Il differenziale Btp-Bund è a 239 punti, appena due punti oltre la chiusura di ieri. Piazza Affari, appesantita dai bancari, aveva già intrapreso la discesa prima delle bacchettate europee. Il Ftse-Mib, in controtendenza rispetto agli altri listini, chiude in rosso. Ma l'impatto dei richiami di Bruxelles resta limitato. Senza dimenticare che la Commissione ha espresso critiche non solo verso la legge di bilancio italiana, ma anche nei confronti di Spagna, Francia e Olanda.
 

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