‘L’Europa deve pensare ad un grande Piano Marshall di aiuti e ricostruzione dell’Africa’ un messaggio lungimirante e reso ancora più forte perché lanciato da Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo nel corso di una più ampia intervista a Uno Mattina.
Tajani non è mai stato un personaggio televisivo, ha spesso rinunciato ad apparire ma, forse, potrebbe essere lui il mister x , il candidato premier di Forza Italia, nominato a breve dall’enigmatico Cavaliere.
Quello di un grande piano di aiuti economici per ricostruire il Continente non è sicuramente un progetto isolato o una novità, anche Silvio Berlusconi ha più’ volte detto che sarebbe indispensabile aiutare il continente africano con un grande piano strutturato di sostegni economici.
Però il fatto che a lanciarlo sia una delle figure più’ importanti di un’Europa che, fino ad ora, sia e’ mossa con azioni non certo concertate, è davvero qualcosa di insolito e di buon auspicio.
Crisi migratorie. Un grande piano di aiuti economici.
‘Dobbiamo-ha detto Tajani-pensare all’Africa da qui al 2050, quando sarà popolata da qualcosa come 2 miliardi di persone. E in questo continente possiamo essere certi che i problemi non diminuiranno, anzi potrebbero pure aumentare. Come non pensare al terrorismo di Boko Haram che solo in questi giorni ha rapito e stuprato inermi studentesse, o alla desertificazione che si mangia terra, conseguenza di una perdurante siccità, o alle guerre civili frutto di governi dittatoriali e corrotti, o a una criminalità sempre più organizzata?’.
Tutto questo non farà altro che spingere grandi ondate di profughi verso il resto del mondo. Profughi che, inevitabilmente, cadranno nelle mani di criminali senza scrupoli.
‘Oggi-ha continuato il Presidente- abbiamo in Italia 600.000 irregolari a cui dobbiamo dare una collocazione precisa, o da richiedenti asilo o da clandestini’.
Crisi migranti: nell’accoglienza l’Italia è stata leader
Dalle parole di Tajani è sembrato di capire che il nostro Paese, dal punto di vista dell’accoglienza, ha già dato ed in maniera esaustiva, a differenza di molti altri paesi europei che, di fronte al problema, hanno chiuso occhi e orecchi.
E’ il caso ad esempio dei Paesi europei dell’est, quelli per intenderci dell’ex blocco comunista, che in alcuni casi sono ora sottoposti a procedure di infrazione da parte dell’Europa ( esempio tipo la Slovacchia) per non aver accettato la loro quota di migranti.
Pur rischiando di essere buttati fuori non cedono di un centimetro sulla loro scelta egoistica di chiudere le frontiere.
Ed allora il tema migranti è davvero un tema politico che va affrontato oggi, con lungimiranza, ma da tutti i Paesi che fanno parte della Comunità europea.
Nessuno può’ tirarsi indietro.
Crisi migranti: ridurre le presenze degli irregolari.
Certo, ha fatto capire Tajani, bisogna ridurre le presenze degli irregolari, ma poi è necessario aiutare seriamente coloro che scappano da guerre e sciagure , ed accogliere, ma con un processo serio e contingentato, coloro che invece vogliono crearsi seriamente un avvenire.
Quindi ‘l’aiutiamoli a casa loro’ il leit motiv di Matteo Salvini è stato il credo che ha spinto il Ministro Minniti a fare accordi con le tribù libiche per controllare i flussi.
Tali accordi hanno permesso, pr il momento, di ridurre drasticamente il numero degli arrivi verso l’Europa.
Ma tutto questo non basta , è solo un palliativo, utile a rallentare un processo che sarà inevitabile e sconvolgente per il Vecchio Continente.
Solo un’Europa unita, solo un’Europa coraggiosa, solo un’Europa solidale e visionaria sarà in grado di rispondere all’onda migratoria dei prossimi anni.
Un fenomeno che, se non arginato, potrà provocare sconvolgimenti anche più importanti del riscaldamento globale e del buco dell’ozono.

