Si spengono le luci di un’eccellenza della sartoria maschile. Qualche giorno fa, infatti, Sergio Rossetto giudice delegato del tribunale di Milano ha decretato la liquidazione della Domenico Caraceni srl, nominando Andrea Merlo quale commissario liquidatore e convocando i creditori il 6 ottobre per l’esame dello stato passivo.
L’azienda era stata fondata nel 2019 da Antonio Campagna, figlio di Gianni (scomparso due anni prima) noto come il sarto che aveva vestito papi, re e grandi attori di Hollywood e che a sua volta l’aveva ereditata da Domenico Caraceni (della omonima famosa dinastia di sarti) che l’aveva costituita nel lontano 1913.
La liquidazione è giunta inevitabile dopo che nella situazione economica allo scorso 30 aprile presentata al tribunale lo stesso Merlo, quale commissario della società che a marzo aveva chiesto ai giudici 60 giorni di tempe per presentare un accordo di ristrutturazione dei debiti in vista di un piano di concordato ha evidenziato che l’azienda nel mese di aprile non aveva venduto nulla. Da qui l’inevitabile liquidazione perché “la compagine sociale – scriveva Merlo – non è nelle condizioni di sostenere la chiusura dell’attività e la cancellazione della società in bonis”.
Ad aprile l’azienda presentava un patrimonio netto negativo per 580mila euro a fronte di debiti per 800mila euro. Nel 2024 la Domenico Caraceni (che aveva anche lanciato un omonimo profumo da uomo) aveva fatturato 405mila euro segnando però una perdita di oltre 300mila euro e Campagna aveva cercato un nuovo socio, che però non è s’è mai materializzato.

