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Economia

 

 



L'offerta si chiudera' alle 13.30 dell'11 dicembre, ma in tre giorni le prenotazioni l'hanno gia' coperta oltre dodici volte. Moncler, la matricola piu' attesa del 2013, dovrebbe debuttare in Borsa il 16 dicembre e, secondo le prime informazioni, potrebbe farlo posizionandosi nella parte alta della forchetta di prezzo per azione individuata dalle banche, compresa tra gli 8,75 euro e i 10,20 euro, a indicare una valutazione del gruppo fino a 2,55 miliardi di euro.

Saranno i fondi a vendere parte delle loro quote per portare Moncler a piazza Affari, mentre Remo Ruffini, che ha rilevato il marchio nel 2003, restera' intorno al 32%. E promette di non mollare la presa anche quando scadranno i vincoli connessi alla quotazione. "Non so dire cosa succedera' tra un anno o piu', ma la mia intenzione e' di non vendere", ha spiegato Ruffini in occasione della tappa milanese del roadshow di Moncler. I grandi nomi del lusso, da Lvmh al gruppo Pinault, "vogliono il 100% e la verita' e' che io non voglio vendere", ha ribadito il presidente del gruppo. "Mai parlato" neppure dell'ipotesi di entrare nel polo italiano della moda cui starebbe lavorando il Fondo strategico italiano: a dieci anni dall'arrivo di Ruffini e dopo un tentativo di quotazione abortito al fotofinish nel 2011, Moncler fa rotta con convinzione verso piazza Affari.

Ai futuri azionisti si promette una "congrua" remunerazione, per un 'payout' in linea con il settore. Con l'avvio delle contrattazioni entrera' in carica il nuovo cda a 11: Ruffini restera' presidente e amministratore delegato e indichera' sei membri in tutto, tra cui Alessandro Benetton e Nerio Alessandri in quota indipendenti. Altri quattro spetteranno a Eurazeo e l'ultimo sara' Marco De Benedetti per il fondo Carlyle. Sul mercato potra' arrivare fino al 30,7% di Moncler; in caso di tutto esaurito, Eurazeo vedra' diluita la sua quota dal 45% al 23,33%, Carlyle dal 17,75% al 7,13% e il fondo Progressio investimenti dal 4,99% all'1,26%. L'uscita dei fondi sara' poi "graduale", ha chiarito De Benedetti perche' "se l'obiettivo sara' anche aumentare il flottante, per i soci finanziari vendere e' nella natura delle cose". Una crescita "ragionevole, controllata e coerente" e' l'obiettivo futuro di Moncler, che sembra strizzare l'occhio alla 'crescita garbata' divenuta slogan di Brunello Cucinelli in occasione della quotazione da record del 2012.

"Quotarci per noi significa trasparenza e aprire le porte a nuovi talenti", ha detto Ruffini davanti a una platea di oltre 200 investitori. Il gruppo, nato a Grenoble nel 1952, continuera' a concentrarsi sui negozi monomarca e sulla crescita fuori dall'Europa. Ogni anno sono attesi in media venti nuovi negozi (24 le aperture nel 2013), mentre si ridurra' la presenza nei multimarca. Restera' pressoche' invariato il peso delle macroregioni in cui Moncler opera: l'Europa sara' al 50%, con l'Italia in calo al 10%, l'Asia al 30% e le Americhe si porteranno al 20%. In Europa occidentale, Giappone e Hong Kong, dove il marchio e' gia' presente, il focus sara' su Londra e Tokyo; aumentera' presto la penetrazione in Cina e negli Stati Uniti, mentre tra i nuovi mercati, Russia ed Europa dell'est saranno i principali obiettivi della casa di moda, che aprira' a Mosca nel 2014. Quindi Canada, Brasile e Messico e Medio Oriente. Tra le novita', anche il nuovo format del 'travel retail' per i migliori aeroporti del mondo. "Il roadshow sta andando benissimo e lo completeremo, stiamo registrando un interesse straordinario", ha detto a margine della presentazione Stefano Rangone, direttore centrale di Mediobanca. L'istituto, gia' in prima fila nelle quotazioni di Ferragamo e Cucinelli, e' joint lead manager per l'offerta pubblica e sponsor, oltre che joint global coordinator dell'offerta globale di vendita insieme a Goldman Sachs e Bofa Merrill Lynch.

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