Moncler, lo stipendio milionario del presidente Ruffini non piace agli investitori
Sale anno su anno lo scontento dei grandi investitori internazionali per i compensi (tra fissi e bonus) erogati nel 2025 e previsti per l’anno in corso per il consiglio d’amministrazione, il collegio sindacale e i top manager di Moncler, la griffe dei “piumini” e molto altro guidata da Remo Ruffini.
Lo si scopre leggendo il verbale della riunione degli azionisti svoltasi lo scorso 21 aprile a Milano. Se infatti i primi punti all’ordine del giorno sono stati approvati con maggioranze “bulgare” di oltre il 99% (bilancio 2025, dividendo e buyback) non così è avvenuto sul punto 2.1 quando i soci sono stati chiamato a votare la “Relazione sulle politiche retributive”.
Il punto, in effetti, è sì passato ma con una maggioranza molto più ridotta, pari a 153,5 milioni di azioni, a sua volta pari al 68,5% del capitale votante mentre hanno espresso voto contrario azionisti portatori di 70,2 milioni di titoli Moncler, ben il 31,3% del capitale votante. Rispetto allo scorso anno c’è stato un scontento molto più diffuso visto che sullo stesso punto nell’assemblea del 2025 si registrarono adesioni pari all’89,3% del capitale votante e contrari per il 10,2%.
Fra i “no” di pochi giorni fa quelli dei fondi esteri Abrdn, Allianz, Amundi, Anima, Axa, Bancoposta, Blackrock, Bnp Paribas, Dws, Fidelity, Invesco, IShares, Kbc, Legal and General, Mercer, Nordea, State Street, Ubs, Vontobel e Wisdom Tree. Union Investment e Universal Investment.
Ha votato contro anche la People’s Bank of China. La bocciatura è arrivata a sorpresa anche da qualche socio italiano, come Anima e, soprattutto, molti fondi targati Assicurazioni Generali oltre a Fonchim, fondo pensione dei chimici. Lo scorso anno Ruffini quale presidente ha incassato 2,2 milioni di euro tra fisso e variabile.

