La Pa non può più restare in silenzio, la riflessione nel libro di Francesco Giorgino
Comunicare non è più un optional per la pubblica amministrazione. È questa la tesi al centro di Brand pubblico. Il futuro della PA tra Comunicazione e Marketing, il nuovo saggio firmato dal giornalista e docente Francesco Giorgino e pubblicato da Rubbettino.
In un’epoca in cui cittadini e imprese chiedono alle istituzioni efficienza, ascolto, chiarezza e prossimità, il volume rovescia un vecchio pregiudizio: la comunicazione pubblica e il marketing non sono attività di contorno, ma componenti essenziali del servizio. Concorrono a definire la qualità percepita, a rafforzare la reputazione degli enti, a rendere trasparenti le decisioni e, in ultima analisi, a costruire valore pubblico.
Il cuore della proposta è l’idea che anche un’amministrazione possa comportarsi come un brand. Non nell’accezione commerciale del termine, precisa l’autore, ma come promessa pubblica: affidabilità, coerenza, riconoscibilità, responsabilità. La «marca pubblica» diventa così la sintesi delle scelte compiute, dei comportamenti tenuti verso gli utenti, dei servizi erogati e della fiducia che un ente riesce a guadagnarsi — un terreno su cui il pubblico può finalmente avvicinarsi agli standard del privato.
Giorgino — pugliese, docente Luiss di Comunicazione e Marketing, volto della Rai dove dirige l’Ufficio Studi e conduce XXI Secolo sulla prima rete — ha scritto il libro insieme a due ex allievi del Master Luiss che dirige: Luca Giannantoni e il salentino Lucio Lussi, oggi entrambi in posizione centrale nella gestione della comunicazione pubblica a livello nazionale e territoriale.
La prefazione porta la firma del ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, che sottolinea come comunicazione e marketing siano strumenti decisivi per accompagnare la trasformazione della PA: anche, e soprattutto, attraverso la formazione di nuove competenze professionali e l’introduzione di sensibilità inedite negli uffici.
Il marketing pubblico, in questa prospettiva, non serve a «vendere» ma a conoscere: aiuta le amministrazioni a leggere meglio i bisogni reali dei cittadini e a costruire risposte mirate. Non a caso il volume non si limita alla riflessione teorica, ma raccoglie esempi e buone pratiche già sperimentate.
Ne esce il ritratto di una pubblica amministrazione che, per recuperare credibilità, non può più permettersi il silenzio: la comunicazione, sembra dire Giorgino, è ormai una strada obbligata.

