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Da Roma a Pechino con un joystick: la telechirurgia che cambia la medicina

Per la prima volta in assoluto un chirurgo opererà da Roma un paziente ricoverato in Cina. Un primato mondiale che apre una nuova era per la chirurgia robotica e l’AI.

Da Roma a Pechino con un joystick: la telechirurgia che cambia la medicina

Un intervento storico collega Roma e Pechino, una nuova frontiera raggiunta

La medicina del futuro passa da Roma e percorre oltre ottomila chilometri in pochi millisecondi. All’Istituto Regina Elena è infatti in programma un intervento destinato a entrare nella storia della chirurgia mondiale: per la prima volta sarà eseguita una complessa operazione di rimozione di un trombo tumorale della vena cava inferiore attraverso un sistema di telechirurgia robotica intercontinentale.

Il paziente si trova a Pechino, all’interno del Pla Hospital cinese. Il chirurgo, invece, guiderà l’intervento da una console installata nella capitale italiana, all’interno dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. A collegare le due sale operatorie sarà una tecnologia robotica avanzata capace di trasmettere in tempo reale ogni movimento necessario all’operazione.

La sfida più complessa della chirurgia robotica

L’intervento riguarda un paziente affetto da carcinoma renale con estensione del tumore alla vena renale e alla vena cava, una delle condizioni più delicate nell’ambito della chirurgia urologica. Proprio per la complessità della procedura, il risultato assume un valore scientifico ancora più significativo.

L’operazione si svolge nell’ambito del congresso internazionale “Challenges in Laparoscopy, Robotics & AI” (Cirl 2026), un appuntamento che riunisce a Roma oltre mille specialisti provenienti da più di sessanta Paesi. Durante la manifestazione saranno eseguiti decine di interventi live utilizzando simultaneamente diverse piattaforme robotiche.

La rivoluzione della latenza quasi azzerata

A rendere possibile questo salto tecnologico è soprattutto la drastica riduzione dei tempi di risposta del sistema. Se appena due anni fa la comunicazione tra Roma e Pechino registrava un ritardo di circa 130 millisecondi, oggi la latenza è stata ridotta a meno di 5-10 millisecondi, un valore praticamente impercettibile per il chirurgo.

Un progresso che apre prospettive impensabili fino a pochi anni fa: specialisti in grado di operare pazienti in qualsiasi parte del mondo senza spostarsi fisicamente.

L’intelligenza artificiale come alleata del chirurgo

La tre giorni romana rappresenta anche un’importante occasione di confronto sul ruolo dell’intelligenza artificiale in sala operatoria. Gli esperti concordano su un punto: l’AI non sostituirà il medico, ma diventerà uno strumento sempre più prezioso per migliorare precisione, pianificazione e personalizzazione degli interventi.

La telechirurgia Roma-Pechino non è soltanto un record tecnologico. È la dimostrazione concreta di come innovazione, robotica e intelligenza artificiale stiano ridisegnando i confini della medicina moderna, trasformando distanze geografiche un tempo invalicabili in un semplice dettaglio tecnico.