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Economia
Mps, l'aumento sale da tre a cinque miliardi. Ora focus sulla Fondazione

Cinque miliardi di euro, non tre. Dopo i rumors di mercato e una nota di risposta in cui la banca aveva parlato di valutazioni sugli effetti dell'asset quality review sugli attivi dell'istituto e sulle risorse necessarie per rimborsare entro l'anno gli aiuti di Stato, il consiglio di amministrazione Montepaschi ha confermato le indiscrezioni innalzando da tre a cinque l'orizzonte dell'ammontare dell'aumento di capitale per restituire i Monti bond e mettersi in regola con le nuove regole patrimoniali richieste dall'avvio dell'Unione Bancaria. Unione che conferisce alla Bce la vigilanza unica.

Oltre a rimborsare i 4,07 miliardi di Monti Bond, il Cda guidato da Fabrizio Viola e presieduto da Alessandro Profumo deve tener conto infatti anche della revisione degli attivi delle banche richiesta dagli ispettori della Bce e accantonare notevoli quantità di capitale per far fronte a eventuali svalutazioni, vista la bassa qualità del credito.

Al termine dell'operazione che sarà sottoposta all'approvazione dell'assemblea (in sede straordinaria) dei soci il 20 maggio, su base pro-forma, post aumento di capitale, il coefficiente patrimoniale della banca al 31 dicembre 2013 sarà pari a 13,6% in termini di cet1 senza phase-in e 11,3% in termini di cet1 bis 3 considerando il pieno impatto derivante dall'introduzione delle nuove regole di Basilea 3 (fully loaded)". Rocca Salimbeni ha anche spiegato che l'incremento dell'aumento di capitale "potrà consentire a Mps di accelerare la realizzazione del piano industriale 2013-2017".

"E' andato tutto bene, il cda ha approvato la proposta all'unanimità, siamo in grado di portare la proposta all'assemblea del 20 maggio, questo ci consente di mantenere una tempistica ristretta, pensiamo di avviare l'operazione a metà a giugno", ha spiegato l'a.d. di Mps, Fabrizio Viola, intervistato da Sky Tg24. "E' un'operazione importante per la banca, che conferma la fiducia che abbiamo riconquistato sia sui mercati che tra i clienti", ha proseguito.

Confermato anche il consorzio di garanzia per l'operazione: "L'aumento di capitale da 5 miliardi è già assistito da un accordo di pre garanzia avente ad oggetto - a determinati termini e condizioni - l'impegno a sottoscrivere le azioni ordinarie di nuova emissione eventualmente rimaste inoptate a conclusione dell'offerta fino ad un massimo pari all'ammontare totale dell'aumento di capitale. In particolare, le medesime istituzioni finanziarie che avevano sottoscritto il contratto di pre-garanzia nel marzo scorso, ovvero Ubs in qualità di global coordinator e joint bookrunner, Citigroup, Goldman Sachs International e Mediobanca in qualità di co-global coordinators e joint bookrunners e, in aggiunta, Barclays, BofA Merrill Lynch, Commerzbank, JP Morgan, Morgan Stanley e Societe Generale in qualità di joint bookrunners, hanno accettato di modificarne i termini e le condizioni in linea con l'operazione proposta all'assemblea. Ora le luci dei riflettori si spostano sulla Fondazione Mps e su Fintech e Btg Pactual, i soci del nuovo patto firmato dall'ente per mantenere la presa sulla governance dell'istituto senese.

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